Un video virale su Facebook denuncia lo stato di abbandono del Porto di Guayabal, nel comune di Amancio, provincia di Las Tunas, e lo definisce come un "crimine economico alla luce del sole" commesso dal regime cubano contro uno dei bene logistici più strategici del nord dell'isola.
Il video, pubblicato dal creatore di contenuti Aldo Ruiz, mostra le strutture deteriorate del porto e pone una domanda diretta: perché un'infrastruttura con un simile potenziale rimane in rovina.
"Questo si chiama Porto di Guayabal. Quello che vedete qui non è solo un vecchio molo, è il crimine economico alla luce del sole. Un porto che era stato progettato per movimentare milioni e che oggi il sistema lo ha trasformato in un cimitero di ferro e sale", afferma Ruiz nella registrazione.
Según el denunciante, Guayabal riunisce condizioni geografiche e storiche eccezionali: è l'uscita naturale della produzione zuccheriera e agricola del nord tunero, dispone di una rete ferroviaria che "una volta era leggenda" e ha connessione diretta con il Canale Vecchio delle Bahamas, a poche miglia nautiche dalle coste del sud-est degli Stati Uniti.
Tuttavia, Ruiz osserva che lo Stato cubano preferisce lasciare cadere i porti a pezzi piuttosto che aprire la porta al capitale privato.
"Siamo a un passo dalla costa degli Stati Uniti, ma preferiscono che i moli crollino piuttosto che cedere il controllo al capitale privato", sostiene.
Il creatore di contenuti descrive ciò che potrebbe essere Guayabal con un investimento reale: un centro logistico modernizzato con dragaggio profondo e gru capaci di muovere container e forniture per tutto l'oriente cubano, collegato con le Bahamas e le coste orientali degli Stati Uniti, e generatore di posti di lavoro per la popolazione di Chaparra e zone limitrofe.
Il Porto di Guayabal ha oltre due secoli di storia. Nato come approdo per pescatori nel XVII secolo, è diventato un elemento chiave dell'industria zuccheriera alla fine del XIX secolo, quando l'azienda americana The Francisco Sugar Company costruì un centrale zuccheriero a 16 chilometri dalla costa e utilizzò il porto per esportare zucchero, legname pregiato e miele.
Dopo la Rivoluzione del 1959, tutte le strutture furono nazionalizzate e il porto operò come Terminal Marittimo Esportatore di Zucchero in Granel "Granma".
Il deterioramento di Guayabal non è un caso isolato. Il porto di Santiago de Cuba è passato da 35 montacarichi e quattro gru nel 1989 a nel 2016, secondo dati che illustrano il modello di degrado che colpisce tutta la rete portuale cubana.
La denuncia arriva in un momento di crisi economica senza precedenti: blackout di fino a 15 ore al giorno, collasso della produzione di zucchero, scarsità di carburante e assenza totale di investimenti in infrastrutture.
"Cuba non è povera, è sequestrata da persone che non sanno cosa sia un bilanciamento del carico. Il giorno in cui libereremo questo molo, Guayabal smetterà di essere un paese fantasma per diventare il motore del nord. La nostra fortuna è su quella costa, manca solo che ci tolgano le catene", conclude Aldo Ruiz.
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