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Roberto Morales Ojeda, membro del Burò Politico e segretario dell'Organizzazione del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba, ha attribuito l'aggravarsi della crisi elettrica nell'isola al "blocco energetico" imposto dagli Stati Uniti
In un messaggio di X pubblicato questo sabato ha affermato che, sebbene il malcontento popolare per i blackout sia “comprensibile”, “la violenza, il vandalismo e il disordine sono inaccettabili”.
Il dirigente ha fissato quella posizione nel mezzo della tensione generata dopo la protesta avvenuta a Morón, Ciego de Ávila.
Nella sua pubblicazione, Morales Ojeda ha sostenuto che la mancanza di combustibile, aggravata da quel “circuito energetico”, ha complicato ulteriormente l'operazione del Sistema Elettrico Nazionale e, di conseguenza, ha provocato un aumento dei blackout.
A partire da quella spiegazione, ha riconosciuto che la situazione genera malcontento nella popolazione, ma ha escluso qualsiasi legittimità di risposte che, secondo le sue parole, si traducano in violenza o alterazione dell'ordine.
“En Cuba primará el apego a la ley, el respeto a las instituciones y el civismo”, ha scritto.
Il pronunciamiento di Morales Ojeda è avvenuto dopo una notte di proteste e forti tensioni a Morón, dove sono circolati sui social numerosi video di gruppi di residenti che giravano per le strade, facendo cacerolazos e lanciando slogan contro il governo.
Le manifestazioni sono state caratterizzate da richieste legate al crescente malessere sociale nell'Isola, alimentato dai prolungati blackout, dalla scarsità di cibo e dal deterioramento delle condizioni di vita.
La protesta ha inoltre portato a incidenti di fronte alla sede municipale del Partito Comunista, dove si è registrato un incendio in strada e danni all'edificio.
Uno dei momenti più impattanti è stato catturato in un video ampiamente diffuso su internet, in cui si vede un giovane cadere ferito dopo aver udito uno sparo mentre si trovava vicino all'immobile di partito.
Nelle immagini, il ragazzo è assistito da diversi manifestanti, che lo sollevano e lo trasportano su una motorina verso un ospedale.
En rete sociali sono circolate segnalazioni che affermano che il giovane è stato colpito da un agente di polizia, e alcune versioni indicano addirittura che potrebbe trattarsi di un minorenne.
Tuttavia, i media ufficiali hanno negato che ci siano stati spari contro i manifestanti e hanno sostenuto che la lesione sia avvenuta a causa di una caduta. Il documento non fornisce una verifica indipendente di nessuna delle due versioni.
"Le lamentele sono legittime."
In parallelo al messaggio di Morales Ojeda, Miguel Díaz-Canel si è pronunciato anche sabato su quanto accaduto a Morón.
Il governante ha dichiarato a X che le richieste sono legittime a patto che vengano espresse con “civismo” e “rispetto per l'ordine pubblico”. Ha anche incolpato nuovamente il “blocco energetico degli Stati Uniti” per i prolungati blackout e ha lasciato un avvertimento diretto a coloro che partecipano ad azioni violente: “Per il vandalismo e la violenza non ci sarà impunità”.
La narrativa ufficiale ha cercato di presentare i fatti come disordini isolati protagonizzati da un piccolo gruppo di persone manipulate dall'esterno. Nella stessa linea, i media ufficiali hanno riferito che cinque persone sono state arrestate.
Nel frattempo, profili legati a istituzioni governative hanno diffuso video registrati all'alba che mostrano strade deserte a Morón, accompagnati da messaggi che affermavano che la città si trovava "in totale tranquillità".
In questo modo, il messaggio di Morales Ojeda si inserisce nella risposta politica del regime dopo le proteste di Morón: da un lato, incolpa gli Stati Uniti e il deficit di carburante per il deterioramento della crisi elettrica; dall'altro, stabilisce un limite esplicito rispetto a qualsiasi espressione di protesta che il potere associ a violenza, disordini o vandalismo.
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