Il segretario di Stato degli Stati Uniti, Marco Rubio, ha dichiarato che Washington non ha adottato nuove misure punitive contro il regime cubano e ha respinto le accuse ufficiali che attribuiscono agli Stati Uniti il peggioramento della crisi nell'isola.
Durante un'intervista con Al Jazeera, il funzionario ha affermato che il discorso del governo cubano non corrisponde alla realtà.
“Non abbiamo adottato nessuna misura punitiva contro il regime cubano. Loro dicono di sì, ma non è vero”, ha dichiarato Rubio.
Secondo quanto spiegato, il principale cambiamento che ha impattato l'economia cubana negli ultimi tempi non proviene da decisioni di Washington, ma dalla fine dei sussidi energetici che La Habana ha ricevuto per anni dal Venezuela.
"L'unico cambiamento è che non stanno più ricevendo petrolio venezuelano gratuitamente," ha sostenuto.
Per Rubio, questa perdita ha messo in evidenza la fragilità strutturale del modello economico cubano, che —come ha affermato— dipendeva in gran parte da quel supporto esterno per sostenere il suo funzionamento.
Le dichiarazioni del segretario di Stato contraddicono direttamente la narrativa ufficiale del regime, che insiste nel indicare l'embargo statunitense come la causa principale della crisi economica, della carenza di approvvigionamenti e dei blackout che colpiscono la popolazione.
In contrasto, Rubio sostiene che la situazione attuale è il risultato di fattori interni e della scomparsa di fonti di finanziamento esterne, più che di nuove azioni di pressione da parte degli Stati Uniti.
Le sue parole arrivano in un momento in cui l'isola affronta una delle peggiori crisi economiche degli ultimi decenni, caratterizzata da scarsità, inflazione e un deterioramento costante dei servizi di base.
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