Escalatione del tono bellico a Cuba: “Anche i bambini non eluderanno il loro dovere verso la Patria”, afferma un messaggio dell'esercito



Giovane cubano durante esercitazioni militari (Immagine di Riferimento).Foto © Facebook/Esercito Centrale Cuba

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Il discorso militare del regime cubano continua a inasprirsi e ora punta direttamente a uno dei temi più delicati per la società: i bambini.

In nuovi post su social media, l'Esercito Centrale di Cuba ha assicurato che, di fronte a un eventuale scenario di conflitto, "la stragrande maggioranza dei cubani —donne, uomini, anziani e persino bambini— non eviteranno il loro dovere verso la Patria", in un messaggio che ha suscitato allarmismo per l'ampiezza della sua retorica.

Captura di Facebook/Esercito Centrale Cuba

Il pronunciamiento, ricco di riferimenti storici e di slogan politici, insiste sul fatto che l'attuale generazione dovrà essere pronta a "difendere la Rivoluzione con le armi" se necessario, in occasione del centenario della nascita del dittatore Fidel Castro.

Non si tratta di un fatto isolato. Altre strutture militari hanno replicato lo stesso tono. Dallo stesso Esercito Centrale è stata reiterata la dichiarazione che “non ci sarà tregua nel dovere” e che coloro che credono nella Rivoluzione —“donne, uomini, anziani, giovani e persino bambini”— sono pronti a difenderla. Da parte sua, l'Esercito Orientale ha fatto appello alla continuità ideologica, assicurando che le nuove generazioni manterranno “alte le idee del Comandante in Capo”.

L'enfasi sulla partecipazione di minori in un eventuale scenario bellico avviene in mezzo a un'escalation discorsiva che già stava generando preoccupazione tra i cubani.

Giorni prima, il Ministero delle Forze Armate Rivoluzionarie (MINFAR) aveva lanciato un messaggio apertamente minaccioso affermando che qualsiasi nemico potrebbe “volare con una mina” o essere annientato in imboscate, mentre il vicecancelliere Carlos Fernández de Cossío confermava che il paese si prepara di fronte alla possibilità —anche se non probabile— di una aggressione militare degli Stati Uniti.

In parallelo, il regime ha intensificato la preparazione militare all'interno del paese. Da gennaio, esercitazioni come il cosiddetto Bastión Universitario hanno incluso pratiche con fucili, mine e manovre di combattimento, non solo con studenti universitari, ma anche con minori in età scolare, all'interno del concetto di “guerra di tutto il popolo”.

Questo giro verso la militarizzazione avviene in un contesto particolarmente delicato per la popolazione. Cuba sta attraversando una profonda crisi economica, con blackout, carenza di beni e una migrazione di massa che ha fratturato migliaia di famiglie.

Per molti cubani, il problema non è solo politico, ma profondamente umano. L'idea che bambini e giovani possano trovarsi coinvolti in una logica di confrontazione militare tocca direttamente la paura di padri e madri che già affrontano l'incertezza quotidiana dentro e fuori dell'isola.

Mentre il discorso ufficiale insiste sulla difesa e sulla sovranità, cresce la preoccupazione per il costo reale che questo richiamo potrebbe avere per una generazione segnata dalla crisi e dall'esodo.

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