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L'Assemblea Municipale del Potere Popolare di Puerto Padre ha ribadito questo venerdì che la produzione di alimenti fa parte della “strategia integrale di preparazione per la difesa” in quel territorio della provincia di Las Tunas.
Tuttavia, il breve messaggio sulla pagina Facebook dell'ente, accompagnato da immagini che vantavano presunti risultati agricoli legati alla preparazione difensiva del paese, ha scatenato un'onda di critiche da parte degli utenti che hanno messo in discussione la scarsità di cibo nell'isola.
Numerosi commenti da parte dei cittadini hanno interpretato l'esposizione come una dimostrazione di precarietà in mezzo alla profonda crisi alimentare che affligge la stragrande maggioranza della popolazione.
“Non vi dà pena con quell'esposizione che dimostra povertà mentre il popolo non ha nulla nel mercato?”, ha scritto un utente che ha messo in discussione la distanza tra l'immagine presentata e la realtà quotidiana dei cubani.
Altri commenti hanno riflettuto incredulità e sarcasmo di fronte a quella che considerano una narrativa ufficiale disconnessa dalla vita quotidiana.
“Cosa chiamano alimenti?”, chiese Jorge Luis Ríos, che sottolineò come nelle immagini si osservassero a malapena verdure, mentre prodotti basilari come carne o uova continuano a mancare per gran parte della popolazione.
In termini simili, Raynier Tomás ha considerato che prima di esibire risultati agricoli, il governo dovrebbe garantire che il cibo sia disponibile e a prezzi accessibili per il cittadino comune.
Le critiche hanno adottato anche un tono apertamente ironico. “Non so se ridere o piangere”, ha commentato Julio César Isidor Rodríguez, mentre altri hanno definito l’esposizione come una “presa in giro” o una “ridicolaggine”, rispecchiando il crescente malessere sociale di fronte alla crisi alimentare.
La pubblicazione avviene in un contesto in cui il governo cubano ha insistito nel rafforzare la narrativa della preparazione militare di fronte a un presunto attacco esterno.
Il vicecancelliere Carlos Fernández de Cossío ha recentemente affermato che l'esercito cubano “è sempre pronto” per una eventuale aggressione militare, mentre il governante Miguel Díaz-Canel ha insistito sul fatto che qualsiasi aggressore esterno affront farebbe una “resistenza inexpugnabile”.
Questo discorso è stato rinforzato con esercizi per la Giornata Nazionale della Difesa in diverse province del paese.
In parallelo, le autorità hanno insistito sull'idea che la produzione di cibo faccia parte del concetto di “guerra di tutto il popolo”, riprendendo una frase attribuita a Raúl Castro secondo la quale “i fagioli sono importanti quanto i cannoni”.
Tuttavia, queste iniziative si svolgono in mezzo a una crisi alimentare sempre più profonda.
I funzionari dello stesso governo hanno riconosciuto la gravità della situazione. A Guantánamo, il coordinatore del governo provinciale, Joeny Saimón Mora, ha recentemente ammesso che la priorità è che “poco di ciò che esiste arrivi alla bodega”, riferimento al sistema statale di distribuzione.
Le sue dichiarazioni riflettono un contesto caratterizzato dalla scarsità di combustibile, dalla diminuzione delle importazioni e dalle difficoltà nel mantenere il sistema di approvvigionamento.
In pratica, i prodotti arrivano in modo irregolare, in quantità insufficienti o semplicemente non arrivano, mentre il libretto di razionamento continua a essere il principale meccanismo di distribuzione.
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