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La crisi del carburante a Cuba continua a generare tensioni e denunce da parte dei cittadini.
A la redazione di CiberCuba è arrivata la testimonianza di un lettore che segnala presunte irregolarità nel servicentro di Línea ed E, nel Vedado habanero, dove — secondo quanto afferma — si starebbe sistematicamente avvantaggiando determinate persone in mezzo a lunghe code.
“Per fare una denuncia, per favore. Questa situazione sta superando il limite,” ha scritto il denunciante, che ha anche inviato diverse immagini scattate di notte che mostrano lunghe file di veicoli in attesa di fare rifornimento in quella stazione di servizio centrale.
Secondo la sua testimonianza, la situazione si ripete ogni giorno: “Tutti i giorni si abilitano le stesse persone. E noi che dormiamo in fila non possiamo fare rifornimento.”
Il cittadino assicura che alcuni veicoli riescono a rifornirsi più volte, mentre altri rimangono per ore —o addirittura tutta la notte— senza successo.
Le stesse auto passano tre e quattro volte, ha denunciato, sottolineando un possibile schema di favoritismo o corruzione nella gestione del carburante in quel punto specifico della capitale. Ha anche lanciato un appello diretto: Alle autorità competenti, per favore, fate qualcosa.
Le immagini ricevute mostrano lunghe file di auto nel servicentro di Línea ed E, una scena che è diventata abituale a L'Avana e in altre province del paese, in mezzo a una crisi energetica che ha ridotto drasticamente l'approvvigionamento di carburante.
In questo contesto, le code di oltre 12 ore, l'uso di sistemi informali di prenotazione e le segnalazioni di rivendita o privilegi sono stati costanti negli ultimi mesi. La scarsità ha inoltre alimentato il mercato nero, dove il litro di carburante può superare i 1.000 CUP, ben al di sopra delle tariffe ufficiali.
A questa situazione si aggiunge la mancanza di trasparenza nella distribuzione. Attualmente, non esiste un elenco pubblico né stabile di stazioni di servizio autorizzate per diversi tipi di clienti, comprese le Mipymes.
Sebbene alcune aziende private stiano già importando carburante da febbraio 2026, questo non viene commercializzato tramite una rete propria, ma è gestito tramite enti statali come CIMEX e CUPET e distribuito in servicentros regolari.
In pratica, ciò significa che l'accesso al carburante dipende dalla disponibilità del momento, da accordi con enti statali e da assegnazioni che non sempre sono chiare né pubbliche.
Alcune stazioni possono dare priorità a determinati clienti o tipi di carburante, il che alimenta la percezione di disordine, disuguaglianza e possibili irregolarità come quelle denunciate in questo caso.
Nonostante alcune misure adottate dal governo —come consentire alle Mipymes di importare combustibile attraverso l'intermediazione statale— cittadini ed esperti concordano nel ritenere che persistano problemi di distribuzione, controllo e trasparenza, che colpiscono sia la popolazione che il settore privato.
Fino a questo momento, non ci sono informazioni ufficiali riguardo a indagini o sanzioni legate a questo tipo di denunce. Nel frattempo, gli utenti continuano a fronteggiare lunghe attese e incertezze per accedere a una risorsa sempre più scarsa nell'Isola.
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