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La crisi delle esportazioni petrolifere della Russia, a seguito degli attacchi alle infrastrutture chiave, mette in evidenza i limiti del supporto energetico che Mosca può offrire a Cuba in un contesto internazionale sempre più complesso.
Questa settimana, i produttori russi hanno avvertito di possibili inadempienze nelle spedizioni dai porti strategici del mar Baltico, il che potrebbe influire su una parte significativa della loro capacità esportativa.
Oilprice ha riferito che l'aumento dei prezzi internazionali consente alla Russia di mantenere redditi elevati, ma la riduzione dei volumi e le difficoltà logistiche limitano la sua capacità di mantenere gli impegni con gli alleati.
In questo contesto, i mercati più redditizi tendono a essere prioritizzati, il che lascia paesi come Cuba in una posizione vulnerabile all'interno della catena di approvvigionamento.
L'alleanza energetica sotto pressione
L'avanzamento del petroliere Anatoly Kolodkin verso i Caraibi avviene parallelamente a un dispiegamento di navi statunitensi nella regione, in linea con la politica di Washington di limitare il flusso di petrolio russo verso Cuba.
Questo scenario evidenzia che il sostegno di Mosca non garantisce stabilità energetica per l'isola, specialmente quando si intrecciano pressioni militari, sanzioni e limitazioni operative.
La possibile dichiarazione di “forza maggiore” da parte degli esportatori russi sottolinea l'incertezza riguardo ai futuri rifornimenti di petrolio a Cuba.
Specifica per il governo di Miguel Díaz-Canel, questo si traduce in una dipendenza sempre più rischiosa, in un momento in cui la crisi energetica impatta direttamente sulla vita quotidiana della popolazione e mette in discussione la viabilità del modello attuale.
L'ultimo carico di petrolio è arrivato a Cuba il 9 gennaio, pochi giorni dopo la caduta del regime di Nicolás Maduro. Non proveniva dal Venezuela, ma dal Messico. Tuttavia, le restrizioni imposte dagli Stati Uniti nello stesso mese hanno posto fine alle collaborazioni di quel alleato.
La sola speranza del regime cubano era il petrolio russo, ma resta da vedere se Anatoly Kolodkin potrà scaricare il suo carburante nel porto di Matanzas.
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