“L'uomo nuovo”: Miguel Díaz-Canel afferma di essere “un risultato” della rivoluzione cubana



Che Guevara, Fidel Castro e Miguel Díaz-CanelFoto © Cubadebate / Presidenza di Cuba

Il governante cubano Miguel Díaz-Canel ha affermato di considerarsi "un risultato" della rivoluzione e il suo commento richiama immediatamente un ideale del regime: la formazione dell'uomo nuovo.

Durante un'intervista con il quotidiano messicano La Jornada, Díaz-Canel ha ripercorso le sue origini familiari, la sua formazione e il suo impegno per la continuità del sistema politico a Cuba.

Descrisse il suo percorso come riflesso dei cambiamenti promossi dalla rivoluzione del 1959. Figlio di un'insegnante e di un operaio nell'industria della birra, assicurò di essere cresciuto in un ambiente contrassegnato da valori come la disciplina, l'istruzione e la vocazione al servizio.

“Uno è cresciuto con i sentimenti del popolo. Ho potuto apprezzare nella mia infanzia e nella mia gioventù i progressi e le trasformazioni della rivoluzione. Pertanto, mi considero anch'io un risultato di quel processo di crescita”, ha espresso.

Il mandatario ha messo in evidenza l'influenza della sua famiglia nella sua formazione ideologica. Ha citato l'esempio di sua madre come educatrice, la disciplina lavorativa di suo padre e l'influenza di figure vicine, come una nonna "molto martiana" che ha incoraggiato il suo abito alla lettura, e una zia legata al pensiero comunista.

Ha inoltre sottolineato l'ambiente sociale in cui è cresciuto a Santa Clara, caratterizzato - secondo quanto ha detto - da una "armonia familiare e di vicinato", elementi che considera determinanti per il suo sviluppo personale e politico.

Le dichiarazioni di Díaz-Canel evocano indirettamente il concetto del “nuovo uomo” sviluppato da Ernesto “Che” Guevara nel suo saggio Il socialismo e l'uomo a Cuba. In quel testo, il guerrigliero argentino sosteneva che la costruzione del comunismo non richiedesse solo cambiamenti materiali, ma anche la formazione di un individuo plasmato dai valori rivoluzionari.

Il governante cubano non ha citato esplicitamente questa idea, ma la sua autodefinizione come prodotto del processo rivoluzionario richiama a quell'aspirazione ideologica comunista: un cittadino formato secondo i principi del sistema socialista e impegnato nella sua continuità.

Díaz-Canel ha inoltre ribadito la sua lealtà al progetto politico attuale a Cuba, in un contesto segnato da una profonda crisi economica e sociale. “Ho un enorme impegno affinché quel processo continui (…) Sono disposto ad agire fino alle ultime conseguenze”, ha affermato.

Le sue parole arrivano in un momento in cui i governi di Cuba e Stati Uniti hanno confermato di mantenere dialoghi diplomatici. L'opposizione cubana a Miami ha chiarito che non si accontenterà di un cambiamento cosmetico. Dall'esilio, e anche all'interno dell'isola, milioni di cubani chiedono la fine del regime comunista. Tuttavia, Díaz-Canel ha chiarito che non ha intenzione di abbandonare il potere.

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