"Puoi dichiararti felice": lo portò da Cuba e così lo ripagò



Jessica SuárezFoto © Facebook Jessica Suárez

Un video pubblicato su Facebook dall'utente Jessica Suárez è diventato un testimone poco comune all'interno del dibattito migratorio cubano.

La cubana racconta come suo marito, residente negli Stati Uniti da 20 anni, sia riuscito a portare dalla Cuba il suo nipote, la moglie e la figlia. Il giovane ha rispettato ogni condizione concordata prima della scadenza stabilita.

La decisione non è stata facile né immediata. "Mio marito ha avuto dei dubbi e ci ha pensato per diversi giorni perché, anche se era passato del tempo qui, si trattava di una spesa enorme", racconta Jessica nel video.

A quel costo si aggiungeva la permanenza di durata incerta in México —itinerario abituale per i cubani che emigrano con l'aiuto della famiglia— e il sostentamento iniziale negli Stati Uniti, dove l'unica rete di supporto disponibile erano loro stessi.

Nonostante i dubbi, il marito di Jessica ha stabilito condizioni chiare fin dall'inizio.

"Le ha detto che le pagava il viaggio, ma quando arrivava doveva restituirle, almeno la metà dei soldi, e che dopo tre mesi si dovevano indipendere", racconta Jessica. Il nipote ha accettato senza obiezioni.

I tre arrivarono a casa negli Stati Uniti e iniziarono a lavorare subito, senza aspettare di avere in regola i loro documenti migratori.

"Che classe di persone così laboriose! Quel ragazzo non ha nemmeno aspettato che gli dessero i documenti per cominciare a guadagnare soldi", sottolinea Jessica con evidente ammirazione.

Antes che trascorrevano i tre mesi concordati, il nipote si presentò con i soldi in mano. "Zio, ecco quello che ti devo e grazie per averci portato via da Cuba", gli disse.

All'arrivo della scadenza, la famiglia appena arrivata si è trasferita in modo indipendente, come avevano concordato. "Si sono trasferiti da soli", riassume Jessica.

"Continuiamo a essere una famiglia, zio e nipote si portano benissimo e la gratitudine non finisce mai", dice Jessica. "Mio marito è orgoglioso dei valori di suo nipote".

Il racconto si contrappone a una tendenza dominante nei social media della comunità cubana in esilio, dove abbondano i testimonianze di ingratitudine e conflitti familiari.

Casistiche documentate includono un cubano residente negli Stati Uniti che ha speso 34.000 dollari per salvare e ospitare sua nipote e la sua famiglia dal Messico, solo per affrontare un successivo disprezzo.

In un altro caso, una coppia appena arrivata ha denunciato di essere stata umiliata dai familiari che li hanno accolti, nonostante avessero cucinato, pulito e cercato lavoro sin dalla prima settimana.

Più di 500.000 cubani sono emigrati dal 2022, e il 77% degli emigrati invia rimesse a Cuba, il che trasforma il sostegno economico in un onere costante per coloro che sono già stabili.

Jessica riconosce che la sua storia è un'eccezione, non la regola. "Credo che questo sia un caso su un milione, quindi sì, si può aiutare e le cose possono andare bene".

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.