Un gruppo di cubani si è radunato venerdì di fronte alla sede del partito spagnolo Podemos a Madrid per denunciare quella che considerano la complicità di tale organizzazione politica con il regime cubano, nel mezzo della polemica scatenata dalla recente visita dell'ex leader della formazione, Pablo Iglesias, a L'Avana.
La azione ha incluso un gesto simbolico rivolto al partito di sinistra: i manifestanti hanno lasciato un pacchetto di biscotti di fronte alla sede accompagnato dal messaggio "Venite a ballarci che abbiamo portato biscotti".
La frase alude a video diffusi sui social media dove membri del cosiddetto Convoy Nuestra América distribuivano biscotti a bambini cubani, mentre chiedevano loro di ballare.
Nelle immagini della protesta, diffuse attraverso la pagina Facebook della piattaforma Click Cuba, l'attivista cubano Lázaro Mireles ha denunciato che questo tipo di iniziative sfrutta la precarietà in cui vive la popolazione nell'isola e riduce la crisi del paese ad atti propagandistici.
Durante il suo intervento, ha affermato che i cubani non hanno bisogno di gesti simbolici né di campagne ideologiche, ma di libertà.
Mireles ha anche criticato quella che ha descritto come una narrativa internazionale che cerca di giustificare il regime cubano, mentre milioni di cittadini affrontano la scarsità di cibo, una crisi economica e un esodo migratorio sostenuto da decenni.
La protesta si è verificata in un contesto di crescente malcontento tra i cubani dentro e fuori dall'isola per la presenza all'Avana di attivisti e politici stranieri legati al cosiddetto Convoy Nuestra América, un'iniziativa internazionale che promuove azioni di solidarietà con il governo cubano e che recentemente ha avuto incontri con il governante Miguel Díaz-Canel.
Le visite di queste delegazioni hanno generato polemiche tra settori dell'esilio e della società civile cubana, che ritengono che alcune di queste iniziative finiscano per presentare un'immagine distorta della realtà del paese.
La giornalista cubana Yoani Sánchez è stata categorica nell'affermare che Cuba non è un “parco tematico” per i visitatori stranieri che viaggiano per difendere il governo, mentre la popolazione affronta una profonda crisi economica e sociale.
Nella stessa linea, la musicologa e storica Rosa Marquetti ha messo in discussione quella che ha definito "folklorizzazione della miseria" cubana, avvertendo che alcune azioni di solidarietà finiscono per strumentalizzare la precarietà del paese per scopi ideologici.
Le reazioni si sono intensificate anche dopo che Iglesias ha minimizzato la gravità della situazione sull'isola durante il suo soggiorno a L'Avana, affermando che la realtà cubana “è difficile ma non come viene presentata dall'esterno”, dichiarazioni che hanno provocato critiche da parte di numerosi cubani sui social media.
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