Una cubana residente in Italia che pubblica su TikTok con il nome @prospera000 ha lanciato questo lunedì un messaggio diretto e contundente rivolto agli uomini italiani che viaggiano a Cuba in cerca di donne, e alle stesse cubane che arrivano in Italia per matrimonio o lettera d'invito.
Il video, della durata di un minuto e cinquanta secondi, ha accumulato più di 16.600 visualizzazioni, 1.744 mi piace, 162 commenti e 65 condivisioni in appena due giorni. L'autrice parla dalla sua esperienza personale e da quella di altre connazionali che conosce bene.
"Ogni volta che parlo con una cubana che arriva in Italia tramite lettera di invito o per matrimonio con un italiano, ascolto la stessa storia," afferma la tiktoker. Come descrive, il modello si ripete: uomini che usano lo status migratorio come strumento di controllo e umiliazione, ricordando loro costantemente che "grazie a loro sono in Italia."
La creatrice smonta l'idea che questi uomini "salvino" le cubane dalla povertà. "Molti di questi uomini credono che a Cuba viviamo come animali, che non abbiamo sapone, che non abbiamo vestiti, che non abbiamo istruzione", fa notare. E risponde con fermezza: "Sì, il mio paese è da anni in una situazione difficile, nessuno lo nega. Ma questo non dà a nessuno il diritto di trattarci come se fossimo meno".
Su critica riguarda anche la realtà di molti di quegli uomini nel loro stesso paese: "In Italia ci sono anche uomini che vivono in miseria, con 50 anni, senza lavoro, parassiti, ma con un ego gigantesco convinti di essere padroni della vita di una donna". Avverte che molti cercano donne straniere "per sentirsi potenti, controllare, umiliare e far credere che stiano facendo un favore".
La tiktoker è categorica nel definire questo tipo di relazione: "Se un uomo ha il triplo dell'età, controlla, umilia e ricorda ogni giorno che grazie a lui sono in Italia, quell'uomo non è il loro partner. Quell'uomo è il loro carceriere". Questo tipo di dinamica non è nuova: le cubane hanno denunciato maltrattamenti da parte del partner utilizzando la situazione migratoria come minaccia in vari paesi.
Il suo appello finale è rivolto alle cubane che si trovano in questa situazione: "Non abbiate paura di ricominciare da zero, non abbiate paura di lavorare, non abbiate paura di partire". Chiede loro di non vendersi per un visto, di non rimanere per paura e di non permettere a nessuno di farle sentire inferiori per essere cubane.
Il fenomeno descritto ha radici strutturali documentate. L'Italia è il quinto paese di destinazione per i migranti cubani, con circa 41.448 cubani registrati fino alla fine del 2018. Secondo statistiche sui matrimoni tra cubane e italiani, il 69,3% di quella comunità è costituito da donne, e la principale via di arrivo è stata storicamente il matrimonio con cittadini italiani. Il 35% delle cubane che si sposavano con italiani aveva tra i 20 e i 30 anni, e il 44% proveniva da province orientali.
Il video di @prospera000 si inserisce in una crescente tendenza di video virali cubani su TikTok che criticano le dinamiche di abuso nelle relazioni di coppia e incoraggiano l'emancipazione dei loro compatrioti. Il suo messaggio finale riassume lo spirito del video: "Una donna indipendente, amore mio, non si inginocchia di fronte a nessuno".
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