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Almeno 21 cubani sanzionati per aver partecipato alle storiche proteste dell'11 luglio 2021 sono stati liberati negli ultimi giorni, in un processo caratterizzato dall'opacità e da dubbi sul suo reale impatto.
L'organizzazione Cubalex ha confermato questo 25 marzo l'uscita di prigione di queste persone, dopo l'annuncio del governo cubano del 12 marzo scorso riguardante la liberazione di 51 detenuti. Tuttavia, fino ad ora non esiste una lista ufficiale né dettagli pubblici verificabili su chi siano stati i beneficiati né sotto quali condizioni legali esatte.
Según il monitoraggio indipendente di Cubalex, tutti gli scarcerati erano stati condannati per la loro partecipazione all'11J, con pene che in alcuni casi superavano il decennio di carcere e arrivavano fino a 22 anni. Tra di loro ci sono giovani, adulti e persino un uomo di 65 anni, il che riflette il vasto spettro di cubani puniti dopo le proteste più grandi registrate sull'isola in decenni.
Pero lontano dall'essere liberazioni complete, quelle che sono state applicate sono misure che consentono ai prigionieri di uscire dal carcere a determinate condizioni, mantenendoli sotto controllo e a rischio di tornare in prigione in qualsiasi momento. Questo è stato sottolineato sia da Cubalex che dalla piattaforma Justicia 11J, che ha seguito da vicino il processo.
“Queste misure non estinguono le sanzioni,” ha avvertito Justicia 11J in un aggiornamento recente, dove ha confermato almeno 16 liberazioni all'interno dello stesso gruppo e ha avvertito riguardo al controllo statale che continua a gravare sui liberati.
La mancanza di trasparenza è uno degli elementi che preoccupa di più le organizzazioni per i diritti umani. Fino ad ora, le autorità non hanno chiarito se si tratta di prigionieri politici o comuni, né hanno spiegato i criteri utilizzati per selezionare i beneficiari. Non sono state fornite informazioni nemmeno riguardo all'uscita di prigione delle donne, il che solleva interrogativi su una possibile selettività nel processo.
Un altro punto che contraddice il discorso ufficiale è che diversi degli scarcerati dovevano ancora scontare una parte considerevole delle loro condanne, nonostante il Ministero degli Affari Esteri avesse assicurato che si sarebbe data priorità a coloro che erano prossimi a completare le loro sanzioni.
Questo processo avviene inoltre in un contesto delicato. La liberazione dei detenuti è stata presentata dal governo come un gesto verso il Vaticano, che storicamente ha mediato tra L'Avana e Washington.
Organizzazioni come Cubalex insistono nel continuare a documentare ogni caso per fornire dati affidabili ai cittadini e alle famiglie, molte delle quali vivono ancora tra speranza e incertezza.
Nel frattempo, la realtà per questi cubani liberati continua a essere lontana dalla piena libertà: sono usciti dalle carceri, ma non dal controllo dello Stato.
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