Arriva a Cuba il cancelliere panamense in mezzo alle trattative per i 10 detenuti sull'isola



Bruno Rodríguez Parrilla riceve il cancelliere di Panama, Javier Martínez-Acha.Foto © Facebook/Cancelleria di Cuba

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La llegada a La Habana del canceller di Panama, Javier Martínez-Acha, annunciata dai media ufficiali, avviene in un contesto teso e carico di preoccupazione: il destino di dieci cittadini panamensi che rimangono detenuti a Cuba dopo essere stati accusati di compiere azioni considerate “sovversive” dal regime.

Il capo della diplomazia panamense è stato ricevuto questo martedì dal suo omologo cubano, Bruno Rodríguez, in un incontro ufficiale caratterizzato da dichiarazioni sulla cooperazione e relazioni storiche tra i due paesi. Tuttavia, il contesto della visita punta direttamente a un caso che ha generato preoccupazione dentro e fuori dall'isola.

Captura di Facebook/Cancelleria di Cuba

I dieci panamensi sono stati arrestati alla fine di febbraio e rimangono detenuti a Villa Marista, sede della Sicurezza dello Stato a L'Avana. Le autorità cubane li accusano di propaganda contro l'ordine costituzionale, un reato che potrebbe comportare pene di fino a otto anni di prigione.

Prima di viaggiare, Martínez-Acha ha chiarito che la sua intenzione era quella di visitare i detenuti e dialogare con il governo cubano per cercare una soluzione al caso, insistendo sulla necessità di rispettare il giusto processo e le garanzie legali dei suoi connazionali.

La versione ufficiale sostiene che i coinvolti abbiano realizzato scritte con messaggi contro il sistema politico cubano in vari punti della capitale. Tra gli slogan, si menzionano frasi come “Abbasso la tirannia” e espressioni di supporto a figure politiche statunitensi. Secondo il Ministero dell'Interno, i detenuti avrebbero ricevuto incentivi economici per queste azioni.

Noostante, altre versioni indicano che il gruppo sarebbe partito per Cuba con fini umanitari, in mezzo alla profonda crisi economica che attraversa il paese, caratterizzata da scarsità, blackout e crescente malcontento sociale.

Il caso ha provocato reazioni sia a Panama che all'interno dell'isola. Il governo panamense ha mantenuto costanti negoziati diplomatici e ha richiesto un accesso consolare permanente, mentre a L'Avana sono apparsi manifesti e sono state riportate proteste che chiedono la liberazione dei detenuti.

Sebbene durante l'incontro ufficiale entrambe le parti abbiano sottolineato i legami "amistosi" e la volontà di cooperazione, la visita del cancelliere panamense arriva in un momento chiave. Per le famiglie dei detenuti, rappresenta un'opportunità urgente per avanzare verso una soluzione che eviti condanne severe in un processo ancora nelle fasi iniziali.

Nel frattempo, il caso continua a evolversi in un contesto di crescente attenzione internazionale e in un panorama interno cubano sempre più caratterizzato dalla tensione sociale.

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