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Tras intense trattative, l'ambasciatore di Panama a Cuba, Edwin Pitty, è riuscito a incontrare venerdì i 10 cittadini panamensi detenuti nell'isola dopo essere stati accusati di compiere azioni considerate sovversive dalle autorità cubane.
Secondo quanto riportato dal media panamense La Estrella, l'incontro si è svolto nel centro di detenzione di Villa Marista, sede della Sicurezza dello Stato a L'Avana.
Dopo la riunione, il Ministero degli Affari Esteri di Panamá ha ribadito il proprio interesse affinché durante il processo legale vengano pienamente rispettati i diritti dei propri cittadini.
Il governo panamense ha richiesto garanzie come il rispetto del giusto processo, la presunzione di innocenza e l'accesso a un'adeguata assistenza legale locale.
La Cancelleria ha inoltre comunicato che, nel momento in cui sono state rese note le detenzioni, l'Ambasciata di Panama a L'Avana ha attivato i meccanismi di protezione e assistenza consolare previsti.
I panamensi sono stati arrestati la settimana scorsa dopo aver entrato a Cuba presumibilmente con l'intento di realizzare e affiggere cartelli con messaggi critici contro il regime cubano.
Secondo il Ministero dell'Interno di Cuba, i coinvolti avrebbero riconosciuto la loro partecipazione ai fatti accaduti nella capitale. Le autorità li accusano di svolgere attività considerate "sovversive e contrarie all'ordine costituzionale".
Le persone detenute potrebbero affrontare condanne fino a 10 anni di prigione, secondo le autorità cubane.
Il caso ha suscitato attenzione diplomatica a causa della gravità delle accuse presentate dalle autorità cubane e della possibilità di lunghe condanne per i cittadini panamensi.
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