Trump fissa un obiettivo migratorio al suo nuovo segretario della Sicurezza Nazionale: Ecco cosa ha detto durante il suo giuramento

Markwayne Mullin insieme a Donald Trump nello Studio Ovale.Foto © X/La Casa Bianca

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Il presidente Donald Trump ha lanciato un avviso diretto in materia migratoria durante la cerimonia di insediamento del nuovo segretario per la Sicurezza Nazionale, Markwayne Mullin: le deportazioni si intensificheranno e saranno immediate per i migranti con precedenti penali.

In mezzo a una crisi interna senza precedenti nel Dipartimento della Sicurezza Nazionale (DHS), Trump ha sfruttato la cerimonia alla Casa Bianca per inasprire il suo discorso e delineare la direzione che si aspetta dal suo nuovo funzionario.

“Qualsiasi migrante irregolare con un trascorso criminale deve essere deportato immediatamente”, ha affermato il mandatario, sottolineando che la sua amministrazione continuerà con quelli che ha definito come “sforzi record” per espellere le persone considerate pericolose.

Il messaggio arriva in un momento particolarmente delicato. Mullin assume l'incarico mentre il DHS è senza finanziamenti da febbraio, con migliaia di dipendenti che lavorano senza stipendio, aeroporti in crisi e un sistema migratorio sotto forte pressione politica e operativa.

Trump ha insistito che la priorità sarà quella di allontanare dal paese coloro che rappresentano una minaccia. Secondo quanto dichiarato, il suo governo ha già iniziato a deportare a "livelli da record", anche se ha riconosciuto che c'è ancora "molto da fare".

Il presidente ha anche collegato il tema migratorio alla sicurezza nazionale, assicurando che durante l'amministrazione precedente sono entrati nel paese criminali, membri di bande e persone provenienti da prigioni o istituzioni psichiatriche, una narrazione che è stata centrale nel suo discorso politico.

In quel contesto, ha presentato Mullin come l'uomo incaricato di rafforzare quella linea dura. Lo ha descritto come un alleato chiave negli sforzi per garantire la sicurezza della frontiera, combattere il crimine migratorio e frenare il traffico di droga.

Il nuovo segretario, da parte sua, ha cercato di proiettare un tono più istituzionale dopo aver giurato l'incarico. Ha assicurato che il suo compito sarà “proteggere tutti allo stesso modo”, indipendentemente dalle affiliazioni politiche, e ha promesso di lavorare instancabilmente insieme ai dipendenti del DHS, molti dei quali non ricevono stipendio da settimane.

Tuttavia, il contrasto tra i due messaggi riflette lo scenario che si affronta: da un lato, una crisi operativa che colpisce centinaia di migliaia di lavoratori e viaggiatori; dall'altro, una pressione politica per inasprire ulteriormente le misure migratorie.

Per i migranti —inclusi migliaia di cubani in attesa di processi o in situazione irregolare—, le parole di Trump non passano inosservate. L'accento sulle deportazioni immediate, specialmente per coloro che hanno precedenti, aggiunge un nuovo livello di incertezza in un sistema già saturo e in costante cambiamento.

La direzione che adotterà Mullin nelle prossime settimane sarà fondamentale. Tuttavia, il messaggio presidenziale ha chiarito che, almeno dalla Casa Bianca, la priorità rimane una politica migratoria più aggressiva e con meno margini di attesa.

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Redazione di CiberCuba

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