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L'ex senatore repubblicano Markwayne Mullin ha assunto questo martedì il ruolo di segretario della Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, in un momento segnato dalla crisi interna del Dipartimento della Sicurezza Nazionale (DHS) e da crescenti tensioni riguardo alla politica migratoria.
La agenzia EFE ha riportato che Mullin ha giurato l'incarico alla Casa Bianca, in una cerimonia presieduta dal presidente Donald Trump, dopo essere stato confermato dal Senato un giorno prima con 54 voti favorevoli e 45 contrari.
La sua arrivata avviene in un contesto particolarmente delicato: il DHS rimane senza finanziamenti dal 14 febbraio scorso, il che ha causato carenza di personale, lunghe code negli aeroporti e migliaia di impiegati federali che lavorano senza stipendio da oltre un mese.
“El lavoro è proteggere tutti allo stesso modo”, ha affermato Mullin dopo aver assunto l'incarico, sottolineando che non farà distinzioni politiche nella sua gestione, come riportato da EFE.
Crisi negli aeroporti e pressione sul sistema migratorio
Il deterioramento operativo del DHS ha già conseguenze visibili. L'assenteismo nell'Amministrazione della Sicurezza nei Trasporti (TSA) ha superato l'11% a livello nazionale, con punte del 40% in aeroporti chiave, generando ritardi di diverse ore.
Ante questa situazione, l'amministrazione Trump ha ordinato il dispiegamento di agenti del Servizio di Immigrazione e Controllo Doganale (ICE) in almeno 14 aeroporti per svolgere funzioni basilari, in una misura che è stata fortemente criticata da organizzazioni civili e figure politiche.
Sebbene le operazioni migratorie non si siano fermate —grazie a fondi approvati in precedenza—, la chiusura ha messo in evidenza la fragilità del sistema e ha aumentato la pressione su agenzie chiave come ICE e la Patrulla Fronteriza.
Un cambio in mezzo a polemiche
Mullin sostituisce Kristi Noem, che è stata destituita all'inizio di marzo dopo una gestione caratterizzata da una politica migratoria rigorosa e controversie, comprese le retate di massa a Minneapolis che hanno portato alla morte di due cittadini statunitensi.
Noem è stata successivamente designata come inviata speciale per l'iniziativa “Shield of the Americas”, incentrata sulla cooperazione regionale contro il traffico di droga e la migrazione irregolare.
Il nuovo segretario eredita così un dipartimento colpito sia dalla crisi di bilancio che dal logoramento politico.
Un profilo simile a quello di Trump e sotto scrutinio
Alleato stretto del presidente, Mullin lascia alle spalle tredici anni al Congresso, dove è stato considerato un negoziatore chiave all'interno del Partito Repubblicano.
Tuttavia, la sua conferma non è stata priva di controversie. Durante la sua audizione, ha affrontato critiche per il suo temperamento e per dichiarazioni passate, oltre a interrogativi sulla sua gestione di recenti incidenti legati ad operazioni federali.
Tuttavia, alcuni democratici hanno sostenuto la sua nomina, sostenendo che potrebbe avere un ruolo indipendente all'interno dell'amministrazione.
Mullin ha promesso di segnare un cambio di tono rispetto al suo predecessore e ridurre l'esposizione mediatica del DHS. "Il mio obiettivo in sei mesi è che non siamo sulla notizia principale ogni giorno", ha affermato durante il suo processo di conferma.
Incertezza per migliaia di lavoratori… e migranti
Mentre le trattative al Congresso continuano a essere in stallo, più di 250.000 dipendenti del DHS continuano a lavorare senza ricevere stipendio, il che aggiunge una dimensione umana alla crisi istituzionale.
Per migliaia di migranti —compresi i cubani dentro e fuori dagli Stati Uniti— il cambio di leadership arriva in un momento di incertezza, con politiche migratorie in fase di revisione e un sistema sottoposto a pressioni politiche e operative senza precedenti.
La direzione che prenderà Mullin nelle prossime settimane potrebbe definire non solo il futuro del DHS, ma anche l'impatto diretto sulle comunità migranti che seguono da vicino ogni decisione sia all'interno che all'esterno del paese.
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