Il regime cubano accusa sei persone di terrorismo per presunta infiltrazione armata a Villa Clara



Imbarcazione delle Guardafronteras di Cuba (Immagine di riferimento)Foto © Cubadebate

La Procura Generale della Repubblica ha emesso un breve comunicato ufficiale per informare che sei persone sono state accusate di reati di terrorismo dopo un presunto tentativo di infiltrazione avvenuto la mattina del 25 febbraio nella zona nord della provincia di Villa Clara.

Secondo il breve comunicato, il procedimento penale è stato affidato all'Organo Specializzato per l'Investigazione Criminale dei Delitti contro la Sicurezza dello Stato del Ministero dell'Interno, che sta indagando su ciò che ha qualificato come un'incursione con l'intento di compiere atti terroristici nel territorio nazionale.

Le informazioni, diffuse senza ulteriori dettagli, indicano che ai sei imputati sono state mosse accuse per reati di terrorismo previsti nel Codice Penale e che la Procura ha disposto come misura cautelare la detention preventiva mentre proseguono le indagini.

La Procura si è limitata a dichiarare che vigilerà sul rispetto del giusto processo e che, una volta concluse le indagini, adotterà le decisioni processuali corrispondenti secondo la legalità vigente.

Anteriormente, il regime cubano ha rivelato l'identità delle dieci persone che, secondo la sua versione, hanno partecipato a un presunto tentativo di infiltrazione armata dal territorio degli Stati Uniti verso l'isola, su un'imbarcazione con targa dello stato della Florida.

In dichiarazioni pubblicate sul sito ufficiale del Ministero delle Relazioni Estere (Minrex), il viceministro Carlos Fernández de Cossío ha precisato che i coinvolti sono Cristian Ernesto Acosta GuevaraConrado Galindo SerriorJosé Manuel Rodríguez CastellóLeordán Cruz GómezAmijail Sánchez González e Roberto Álvarez Ávila.

La lista è completata da Pavel Alling PeñaMichael Ortega CasanovaLedián Padrón Guevara e Héctor Duani Cruz Correa, questi ultimi quattro deceduti nello scontro.

Secondo la versione ufficiale, tra gli elementi confiscati sull'imbarcazione vi erano fucili d'assalto, fucili di precisione, pistole, cocktail Molotov, attrezzature per la visione notturna, giubbotti antiproiettile, baionette, abbigliamento mimetico, munizioni di vari calibri, mezzi di comunicazione e “monogrammi di organizzazioni controrivoluzionarie di stampo terroristico”.

Il viceministro ha affermato che due degli implicati, Amijail Sánchez González e Leordán Enrique Cruz Gómez, erano inclusi in un elenco nazionale di persone ed entità legate a indagini penali per presunti atti di terrorismo, condiviso con gli Stati Uniti nel 2023 e nel 2025.

Il Codice Penale cubano prevede fino all'ergastolo o alla pena di morte per reati di terrorismo

Nel Codice Penale cubano vigente, Legge 151/2022, i reati di terrorismo sono regolamentati in un titolo specifico che ne definisce l'ambito e stabilisce sanzioni severe.

L'Articolo 149.1 indica che vengono sanzionati quegli atti che, per il loro modo di esecuzione, i mezzi e i metodi impiegati, evidenziano l'intento di intimidire o costringere un governo o un'organizzazione internazionale a compiere o a astenersi dal compiere un atto, o a provocare stati di allerta, paura o terrore nella popolazione, così come a mettere in pericolo la vita o l'integrità delle persone, a danneggiare beni di significativa importanza, l'ambiente, la pace internazionale o la sicurezza dello Stato cubano.

Per sua parte, l'Articolo 151.1 stabilisce che chiunque fabbrichi, fornisca, venda, trasporti, introduca nel paese o possieda armi, munizioni, sostanze infiammabili, tossiche o esplosive, agenti chimici o biologici o altri artefatti di natura simile incorre in sanzioni da dieci a trenta anni di privazione della libertà, privazione perpetua o morte.

Nel paragrafo 151.2 si prevede la stessa severità per chi minaccia di utilizzare materiali nucleari o sostanze radioattive per causare lesioni, morte o danni a beni, o per costringere una persona, entità o organizzazione internazionale a compiere o a astenersi dal compiere un atto.

Inoltre, l'Articolo 168 punisce anche l'uso di mezzi informatici per facilitare atti terroristici, compresa l'interferenza, l'alterazione o la distruzione di sistemi di informazione e comunicazione di servizi pubblici o di sicurezza nazionale, con sanzioni da dieci a venti anni di reclusione.

Infine, l'Articolo 169.1 prevede pene da dieci a trenta anni di privazione della libertà, privazione perpetua o morte per chi, in una situazione di conflitto armato, compie atti volti a provocare morte o lesioni gravi con l'intento di intimidire una popolazione o costringere uno Stato o un'organizzazione internazionale ad agire o a astenersi dal farlo.

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Redazione di CiberCuba

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