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Il governo dell'Iran ha confermato martedì la morte di Alí Lariyani, segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale, a seguito di un bombardamento israeliano avvenuto la notte precedente a Teheran.
Secondo quanto riportato dall'agenzia EFE, il decesso è stato annunciato inizialmente sull'account ufficiale dello stesso Lariyani nella rete X, dove è stato descritto come "martire", e successivamente confermato dall'ufficio informazioni del governo iraniano.
Nell'attacco sono morti anche suo figlio, uno dei suoi collaboratori e diversi membri del suo team di sicurezza, secondo informazioni fornite dallo stesso Consiglio citate dall'agenzia Mizan.
Lariyani era considerato una delle figure più influenti all'interno del regime iraniano e uno degli uomini più vicini al leader supremo, Alì Jameneí.
Con una lunga carriera politica, è stato presidente del Parlamento per oltre dieci anni e ha ricoperto anche ruoli di rilievo nella Guardia Rivoluzionaria.
La sua ultima apparizione pubblica si è svolta pochi giorni prima della sua morte, durante una marcia a Teheran in segno di rifiuto alle minacce esterne e in sostegno al regime.
L'omicidio è stato rivendicato dal ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, il quale ha affermato che Lariyani è stato "eliminato" nell'attacco, nel contesto delle crescenti tensioni tra i due paesi.
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