Le hanno detto di non registrarlo... ma lo ha fatto: il gesto di una cubana in Spagna che ha incendiato i social


Thalia Mazola, una creatrice di contenuti cubana residente in Spagna, ha attirato l'attenzione di migliaia di utenti su TikTok dopo aver pubblicato un video mentre distribuiva merende di notte a persone senza fissa dimora per le strade di Siviglia, in un gesto di solidarietà che ha scatenato un ampio dibattito sui social media.

Il clip, pubblicato il 13 febbraio, dura appena 18 secondi e mostra una donna con un cappotto beige piegata verso una persona anziana seduta per terra di fronte a un negozio, circondata da borse e effetti personali. La scena si svolge di notte, su un pavimento di ciottoli esagonali tipici delle strade del centro della città andalusa.

Sulle immagini, Mazola ha sovrapposto il testo "Mi hanno detto di non registrare questo", una frase che anticipa il dibattito che ha aperto lei stessa alla fine del video con una domanda diretta al suo pubblico: "Tu che ne pensi?". Il post ha accumulato 12.900 visualizzazioni, 1.237 like e 332 commenti, il che riflette l'interesse che ha suscitato tra i suoi follower.

La tiktoker ha scelto con cura gli hashtag che accompagnano il video: #Aiutare, #Solidarietà, #AiutoReale, #Umanità e, in modo significativo, #NonÈPostureo. Quest'ultimo hashtag è una risposta diretta allo scetticismo che esiste in Spagna verso coloro che registrano e pubblicano atti di solidarietà sui social media, una polemica che ha raggiunto il suo punto più alto dopo la DANA di Valencia nel novembre 2024.

In quel momento, diversi creatori di contenuti che si erano recati per aiutare gli interessati e avevano registrato le loro attività ricevettero simultaneamente elogi per aver coordinato donazioni e critiche per aver trasformato la sofferenza altrui in materiale per i loro canali. Il dibattito su dove si trovi il confine tra visibilizzazione legittima e spettacolo continua a essere attuale nella conversazione pubblica spagnola.

Mazola, conosciuta su TikTok per documentare la vita quotidiana degli immigrati cubani in Spagna e per affrontare temi di empatia e differenze culturali, si inserisce in una tendenza più ampia all'interno della diaspora cubana nel paese. Una cubana in Spagna che denuncia la perdita di empatia tra emigrati riflette precisamente la tensione che questo tipo di gesti cerca di contrastare.

Questa iniziativa individual contrasta con la situazione che vivono le persone senzatetto in Cuba, dove l'assenza di politiche pubbliche costringe gli attivisti a supplire all'abbandono dello Stato. A febbraio di quest'anno, Lara Crofs e Daniela Peral hanno distribuito cappotti e cibo a persone senzatetto all'Avana.

Settimane dopo, l'attivista Noly Blak ha consegnato 65.000 pesos a mendicanti, anziani e disabili a Holguín, denunciando pubblicamente la crisi economica e la mancanza di risposta istituzionale.

Il video di Thalia Mazola ricorda che la solidarietà non conosce confini, e che molti cubani all'estero portano con sé l'abitudine di tendere la mano, anche quando qualcuno chiede di non registrarlo.

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Yare Grau

Originaria di Cuba, ma vivo in Spagna. Ho studiato Comunicazione Sociale all'Università dell'Avana e successivamente mi sono laureata in Comunicazione Audiovisiva all'Università di Valencia. Attualmente faccio parte del team di CiberCuba come redattrice nella sezione Intrattenimento.