A rimandare gli esami d'ingresso: nuove misure dell'insegnamento universitario di fronte alla crisi a Cuba

Universitari a Ciego de Ávila (foto di riferimento)Foto © Facebook/Ministero dell'Istruzione Superiore della Repubblica di Cuba

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Il Ministero dell'Istruzione Superiore di Cuba (MES) ha annunciato il rinvio degli esami di ammissione universitaria all'inizio di giugno, come parte di un altro insieme di misure in risposta alla crisi energetica che colpisce ogni ambito della vita nel paese.

La nota del MES esprime il rafforzamento di altri aggiustamenti del processo educativo, come il passaggio alla semipresenzialità effettuato il mese precedente, che hanno generato preoccupazioni, lamentele e proteste tra gli studenti, dato che le condizioni di elettricità e connessione per seguire le lezioni da casa presentano anch'esse grandi irregolarità.

Le nuove misure nell'insegnamento universitario includono modifiche nell'organizzazione didattica, nei metodi di insegnamento e nei sistemi di valutazione, con un'enfasi sullo studio autonomo e sulla flessibilità curricolare.

Il MES ha autorizzato modifiche nei piani di studio, la riduzione delle valutazioni e l'applicazione di modalità come portafogli, progetti e studi di caso, oltre a permettere esami di idoneità al di fuori dei termini abituali.

Tutto ciò ha spinto molti a dubitare della qualità che potrebbe garantire l'insegnamento sotto tali presupposti, se negli ultimi anni, anche in tempi di relativa "normalità", già l'istruzione superiore cubana e ancor di più l'insegnamento primario e secondario hanno mostrato segni di crescente deterioramento.

L'organismo ha anche riconosciuto che la situazione elettroenergetica limita l'uso delle piattaforme digitali, pertanto le modalità di studio non potranno dipendere esclusivamente da risorse tecnologiche. Non è chiaro con quali altre risorse e in quali modi gli universitari potranno continuare ad apprendere quando devono occuparsi di questioni fondamentali come garantire, insieme alle loro famiglie, un minimo di alimentazione nelle loro case.

In questo contesto, il Ministero indica che si manterranno incontri in presenza in scenari locali definiti e si rafforzerà l'assistenza agli studenti con difficoltà di connettività o residenti in zone remote. L'organismo non specifica come arriveranno i docenti in questi territori, né quali sostegni logistici riceveranno, oltre al "riconoscimento […] per il loro esemplare impegno, disciplina e spirito di sacrificio".

Come parte delle azioni, si precisa nella nota, viene data priorità all'attenzione ai giovani dell'ultimo anno accademico, inclusa la realizzazione di esercizi di conclusione degli studi in presenza o in modalità virtuale, a seconda delle condizioni di ogni località. Inoltre, si continuerà a promuovere il collegamento degli studenti con attività lavorative e compiti economici e sociali nelle loro aree di residenza.

Nel primo punto delle modifiche, il MES ha sottolineato il mantenimento del “lavoro educativo, patriottico e politico-ideologico con tutti i membri della comunità universitaria”. Il rafforzamento della missione dottrinale dell'organismo avviene in un contesto in cui le proteste degli studenti sono aumentate parallelamente alle richieste, da parte del potere, affinché l'università continui ad adattarsi alla crisi.

La sistematica e documentata repressione ai docenti che esprimono opinioni critiche o contrarie al discorso politico ufficiale è, purtroppo, un pane quotidiano nei centri di studi superiori del paese.

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Redazione di CiberCuba

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