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La provincia di Ciego de Ávila continua a essere in un blackout quasi totale dal lunedì 16 marzo, nonostante il ripristino del Sistema Elettrico Nazionale (SEN), che continua a operare con un'alta fragilità.
Secondo le autorità della Empresa Eléctrica Provincial, il territorio rimane in condizione di “massimo spegnimento”, il che implica che solo gli ospedali e le principali fonti di pompaggio dell'acqua ricevono elettricità, ha citato il giornale Invasor.
Il direttore tecnico dell'ente, Carlos Arencibia Fernández, ha spiegato che questa situazione rende praticamente impossibile stabilire una rotazione stabile del servizio tra i 77 circuiti elettrici della provincia, dove sono state segnalate forti proteste da parte della popolazione.
Nonostante la riconnessione del SEN, gli abitanti affrontano interruzioni prolungate dell'energia che superano le 30 ore, aggravando le condizioni di vita della popolazione.
La mancanza di elettricità influisce su attività fondamentali come cucinare cibi, conservare alimenti, accedere all'acqua potabile o ricaricare dispositivi elettrici.
La crisi energetica sta colpendo anche l'economia locale. Secondo le autorità, strutture come i caseifici hanno smesso di essere una priorità, il che sta provocando perdite significative nella produzione.
Inoltre, rimangono fuori servizio la bioelettrica di Ciro Redondo e l'uso dei parchi solari fotovoltaici è stato limitato per evitare una maggiore instabilità del sistema.
Secondo l'Unione Elettrica (UNE), durante l'orario di punta di questo mercoledì si prevede un deficit di 1.834 MW, a causa di guasti e manutenzioni in diverse centrali termoelettriche del paese.
Questo scenario si verifica dopo il secondo collasso del SEN finora questo mese, il cui ripristino totale non è stato raggiunto fino al pomeriggio di martedì 17 marzo.
La persistenza dell'interruzione di corrente a Ciego de Ávila riflette la profonda crisi del sistema elettrico cubano, che continua a causare gravi disagi sia nella vita quotidiana sia nell'attività economica del paese.
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