Arrestano a Morón il figlio minorenne del pastore Elier Muir dopo un’ondata repressiva

Jonathan Muir Burgos, figlio del pastore Elier Muir Ávila.Foto © Facebook/Yoaxis Marcheco Suárez

La repressione a Morón, Ciego de Ávila, colpisce nuovamente una famiglia cubana, questa volta con un adolescente al centro della storia.

Il figlio minore del pastore evangelico Elier Muir Ávila, un giovane di appena 16 anni identificato come Jonathan Muir Burgos, rimane detenuto dopo essere stato convocato insieme a suo padre in una stazione di polizia e successivamente trasferito in un luogo sconosciuto, in mezzo a una crescente tensione in quella località.

La denuncia iniziale è stata effettuata dall'oppositore Yoaxis Marcheco Suárez, che ha avvertito che entrambi sono stati portati via da agenti dopo essere stati convocati. Per ore, la famiglia non ha avuto informazioni sul loro rintraccio e teme che siano stati separati e picchiati.

Captura di Facebook/Yoaxis Marcheco Suárez

La preoccupazione cresce per le condizioni del ragazzo. Secondo quanto riferito da fonti vicine, il suo stato di salute è fragile, il che ha generato allerta tra i familiari e gli attivisti che seguono il caso.

Ore dopo, organizzazioni per i diritti umani hanno confermato che il pastore è stato liberato, ma non così suo figlio, che continua a essere detenuto presso il Dipartimento Tecnico delle Investigazioni (DTI) di Ciego de Ávila. Lì, secondo le denunce, sarebbe sottoposto a procedimenti e minacciato di affrontare accuse "con tutto il peso della legge".

Lo stesso pastore avrebbe espresso la sua angoscia dopo essere uscito: avrebbe preferito restare detenuto lui piuttosto che vedere suo figlio in quella situazione.

Captura di Facebook/Defesa CD

Il caso si verifica in un contesto più ampio di repressione dopo la protesta avvenuta a Morón lo scorso 13 marzo. Secondo rapporti indipendenti, negli ultimi giorni si sono verificati citazioni, perquisizioni e arresti, molti dei quali rivolti a giovani e minorenni.

Tra i fatti denunciati figura anche l'arresto di un altro adolescente, la cui abitazione sarebbe stata perquisita violentemente dalle forze di sicurezza.

La famiglia Muir non è estranea a questo tipo di pressioni. Da anni è oggetto di sorveglianza e restrizioni per la sua attività religiosa indipendente. Documenti internazionali hanno raccolto denunce di molestie, interrogatori, minacce e limitazioni all'esercizio della sua fede, oltre a ostacoli lavorativi ed economici.

La detenzione del minore riaccende la paura tra molti cubani: che la repressione non colpisca solo gli oppositori o i leader religiosi, ma anche i loro figli.

Nel frattempo, la domanda lanciata dall'attivista Marcheco risuona con forza dentro e fuori dall'isola: com'è possibile che vengano annunciate liberazioni di prigionieri politici mentre nuovi arresti, anche di adolescenti, continuano a verificarsi.

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