I vicini del quartiere di Miramar, all'Avana, hanno partecipato a un cacerolazo in mezzo a un blackout per protestare contro i prolungati black out elettrici che colpiscono la capitale cubana.
Con la protesta registrata questo lunedì, sono già quattro notti consecutive di manifestazioni in diversi punti della città a causa della mancanza di elettricità.
Un video del momento, in cui si sente il suono delle pentole risuonare nell'oscurità, è stato condiviso sui social media dal giornalista Mario J. Pentón.
"Passando proprio adesso", ha sottolineato il comunicatore nella sezione dei commenti del suo post.
Le immagini, sebbene scure, riflettono come i residenti della zona abbiano espresso il loro malcontento battendo pentole e utensili dalle proprie abitazioni mentre il quartiere rimaneva senza elettricità.
Il comunicatore e attivista Adelth Bonne Gamboa ha riportato che a Santo Suárez, sebbene con molta meno intensità, si sentivano anche alcune manifestazioni di protesta.
L'episodio si aggiunge ad altre proteste simili registrate in vari punti della capitale negli ultimi giorni, dove i cittadini hanno ricorso al cacerolazo come forma di esprimere il loro malcontento per i blackout e la crisi energetica che sta vivendo l'isola.
Anche questo lunedì, un gruppo di studenti ha partecipato a una protesta pacifica sulla scalinata dell'Università dell'Avana per opporsi alle condizioni accademiche e alla modalità mista che diverse università del paese mantengono in mezzo alla crisi elettrica.
Secondo le testimonianze di studenti citati dal giornalista Magdiel Jorge Castro sui social media, il malcontento nasce dalla decisione del regime di proseguire con le lezioni a distanza nonostante i frequenti blackout e le difficoltà di connettività che colpiscono gran parte del paese.
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