Progetto umanitario che distribuisce medicine a Cuba chiede aiuto per acquistare una moto elettrica e sostenere la sua attività

Medicinali raccolti in Spagna per essere inviati a CubaFoto © Facebook / Leisam Rubio

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Il progetto umanitario "Dar es Dar", dedicato da oltre cinque anni alla distribuzione di farmaci gratuiti a persone in situazioni vulnerabili a Cuba, ha lanciato una petizione pubblica di aiuto per poter continuare la sua opera.

L'iniziativa, che ha funzionato grazie al lavoro volontario e alle donazioni dall'interno e dall'esterno dell'Isola, affronta attualmente gravi difficoltà nel trasportare i medicinali a causa dell'aumento dei costi e delle limitazioni dei trasporti.

Secondo una campagna pubblicata sulla piattaforma GoFundMe, gli organizzatori spiegano che la distribuzione di medicinali è stata una delle principali linee di lavoro del progetto.

Da oltre cinque anni offrono supporto a migliaia di persone che necessitano di medicine e non hanno accesso a esse, un lavoro sostenuto da una rete di collaboratori e volontari.

"Tutto grazie al sostegno incondizionato di molte mani e volontari, dentro e fuori dall'Isola," si legge nella petizione, che esprime un ringraziamento particolare per l'aiuto dei gruppi di sostegno a Madrid e negli Stati Uniti, i quali hanno contribuito a raccogliere farmaci, spedirli e accompagnare l'opera di solidarietà.

Tuttavia, l'attuale contesto ha gravemente influenzato la logistica del progetto. Secondo gli organizzatori, il trasporto dei farmaci è diventato sempre più difficile, costringendoli a pagare taxi, servizi di consegna o diversi mezzi di trasporto per poter effettuare le consegne.

Quella situazione non è più sostenibile.

"Urge la necessità di acquisire un mezzo di trasporto che facilitasse la continuità di questo lavoro", spiegano nella campagna, in cui chiedono collaborazione a amici, membri del progetto e persone solidali dentro e fuori Cuba per raccogliere il denaro necessario.

L'obiettivo immediato è acquistare un mezzo di trasporto che consenta di mantenere la distribuzione di medicinali a persone vulnerabili.

Chiamata pubblica alla solidarietà

Dagli Stati Uniti, l'accademica, ricercatrice e attivista cubana Mabel Cuesta, che collabora con l'iniziativa da anni, ha diffuso anche il richiamo di aiuto sui social media, dove ha spiegato l'urgenza della situazione.

In un post su Facebook ha ricordato che il progetto è attivo da oltre sette anni con il supporto di collaboratori e ha partecipato a numerose azioni umanitarie in momenti di crisi nel paese.

Secondo Cuesta, "Dar es Dar" ha distribuito medicinali in tutta L'Avana e ha portato aiuti in diverse zone dell'Isola durante situazioni di emergenza come tornado, uragani, incendi, frane e la pandemia.

Ha precisato che il progetto necessita di raccogliere 600 dollari per completare l'acquisto di una moto elettrica, che permetterebbe di continuare la distribuzione di farmaci in città.

Captura di Facebook / Mabel Cuesta

L'attivista ha sottolineato che diverse persone hanno già contribuito economicamente e ha fatto appello a piccole donazioni per raggiungere rapidamente l'obiettivo.

“Se ognuna delle decine di persone a cui ho dato il numero di Patricia, a L'Avana, per farle portare medicinali ai propri familiari, ora mette 3 o 5 dollari, quella moto si compra domani stesso”, scrisse.

Cuesta ha sottolineato che la moto permetterebbe al lavoro solidale di continuare e ha evidenziato l'importanza della persona incaricata di effettuare le consegne di farmaci.

Una rete cittadina di aiuto umanitario

Il progetto "Dar es Dar" ha sviluppato nel corso degli anni una rete informale di aiuto basata sulla collaborazione tra cittadini, attivisti e membri della diaspora cubana.

Il suo lavoro ha consistito principalmente nel raccogliere farmaci e altri materiali, organizzare la loro spedizione e distribuirli gratuitamente a persone con difficoltà nel reperirli.

La labor viene svolta da volontari che gestiscono donazioni da diversi paesi e le indirizzano verso comunità bisognose a Cuba.

Azioni solidali di fronte alle recenti emergenze

Negli ultimi anni, il progetto ha partecipato anche a diverse campagne di aiuto umanitario dopo disastri naturali e crisi locali.

En ottobre scorso, dopo la devastazione causata dall'uragano Melissa nella parte orientale di Cuba, "Dar es Dar" ha lanciato una campagna di solidarietà per raccogliere cibo, abbigliamento, medicine e prodotti di prima necessità destinati alle comunità colpite.

Attraverso i social media, gli attivisti hanno indetto una raccolta di aiuti all'Havana da inviare a province come Santiago di Cuba, Holguín, Granma e Guantánamo, dove migliaia di famiglie si sono trovate in una situazione critica dopo il passaggio del ciclone.

L'iniziativa ha riflesso lo sforzo di cittadini che, in mezzo a blackout, scarsità e deterioramento dei servizi essenziali, hanno organizzato reti di supporto per assistere le persone colpite.

Gli organizzatori insistevano quindi sul fatto che ogni contributo, per quanto piccolo, poteva contribuire ad alleviare la situazione delle comunità che affrontavano danni alle abitazioni, interruzioni di corrente e l'isolamento di alcune zone.

Esperienza precedente in altri disastri

La partecipazione di "Dar es Dar" in azioni di aiuto non è recente.

Nel 2022, dopo l'impatto dell'uragano Ian nell'ovest del paese, gli attivisti hanno sottolineato che il progetto è stato il primo della società civile cubana ad arrivare con aiuti umanitari a Pinar del Río.

In quel momento furono organizzate campagne di raccolta donazioni sia all'interno che all'esterno dell'Isola.

Dalla Spagna, ad esempio, l'attivista Leisam Rubio ha promosso la raccolta di prodotti per l'igiene personale, cibi non deperibili e medicinali da inviare ai sinistrati.

Un progetto che cerca di rimanere attivo

Ora, di fronte alle difficoltà logistiche per continuare a distribuire farmaci, gli organizzatori di "Dar es Dar" tornano a fare affidamento sul supporto della loro rete di collaboratori.

La campagna mira a raccogliere i fondi necessari per acquistare una moto elettrica che faciliti il trasporto e consenta di continuare a portare farmaci a persone vulnerabili.

"Crediamo che nell'unità ci sia la forza e solo con la vostra sincera collaborazione riusciremo a continuare a offrire amore, aiuto e medicinali," conclude la richiesta diffusa dal progetto.

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