Sandro Castro, nipote del defunto dittatore Fidel Castro, ha pubblicato questo venerdì un nuovo video all'Avana insieme a un imitatore di Donald Trump in cui il personaggio propone di “comprare Cuba”.
Nel dialogo dello sketch, il personaggio che imita Trump -Roberto Ferrante, produttore di Planet Records-, assicura di aver viaggiato nell'isola per fare affari e afferma: “Voglio comprare Cuba”.
Di seguito, spiega il suo presunto piano di trasformare il Malecón dell'Avana in una "Riviera dei multimilionari", dove gli uomini più ricchi del mondo avrebbero ville di fronte al mare.
Sadro Castro risponde con incredulità alla proposta e scherza sulle limitazioni quotidiane del paese, inclusi i problemi con il segnale telefonico, la mancanza di trasporti e la scarsità di risorse.
Allo stesso modo, il falso Trump spiega a Sandro Castro: “Ho deciso che tu sei la persona con cui voglio fare l'accordo. Sai perché sono venuto fin qui? Perché sei un uomo di spettacolo come me. Sei un uomo d'affari come me, quindi facciamo affari. Voglio comprare Cuba”.
A ciò a cui il nipote del defunto dittatore replica: “Prendi, prendi, prendi calma! A parte, ho un amico che è davvero in gamba e si chiama Ferrante -riferendosi proprio a quello che interpreta Trump-, che ha tanti soldi quanti ne hai tu”.
Uno dei momenti più ironici si verifica quando il falso Trump chiede della villa e dell'auto di lusso del suo interlocutore.
In risposta, Castro mostra un triciclo elettrico, un “triciclón” che descrive come “la bestia della strada cubana”, in riferimento a uno dei mezzi di trasporto che sono diventati popolari sull'isola a causa della crisi di carburante e mobilità.
Il video inizia con riprese aeree di luoghi emblematici dell'Avana, come la Cattedrale e il Malecón, e termina con immagini di strade con spazzatura accumulata, un contrasto visivo che rinforza il tono satirico della scena.
Reazioni
La diffusione del video ha suscitato numerose reazioni critiche sui social media, dove diversi utenti hanno messo in discussione il tono umoristico del materiale e la partecipazione del nipote del ex dittatore cubano in questo tipo di contenuti.
Il cineasta cubano Lilo Vilaplana ha definito l'episodio come una dimostrazione dell'“impunità dei nipoti del castrismo” e ha affermato che il video riflette il “cynismo istituzionalizzato” di coloro che, a suo avviso, si sono appropriati del paese.
Altri commenti hanno insistito sull'idea che la posizione familiare di Sandro Castro gli consenta di agire senza conseguenze.
L'utente Daniel Menéndez ha scritto che il giovane “può fare e dire quello che vuole con totale impunità”, mentre qualsiasi altra persona al di fuori di quel circolo di potere potrebbe affrontare severe sanzioni.
Sulla stessa lunghezza d'onda, Taty Romero ha sottolineato che “se lo facesse un cubano qualunque, subito lo porterebbero a ricevere una convocazione”, mentre Olguita Castellón ha paragonato la situazione a quella di giovani sanzionati per aver pubblicato video critici o satirici sulle autorità.
Alcuni utenti hanno anche interpretato lo sketch come un' derisione nei confronti della popolazione in mezzo alla crisi che sta attraversando il paese. "Si ridono del popolo in faccia", ha scritto Marino Benítez, mentre Glenn Pbr ha affermato che il video non gli provoca risate, ma indignazione.
Ci sono state anche interpretazioni che attribuiscono al contenuto un possibile doppio senso politico. Rogelio Ruiz Morales ha espresso l'opinione che il video potrebbe suggerire, in modo ironico, l'idea di "vendere l'isola" a interessi esteri, un'interpretazione che altri commentatori hanno menzionato nella discussione.
In mezzo a queste reazioni, Tamara Martínez ha sostenuto che il video potrebbe persino essere interpretato come un segnale di critica implicita al sistema, affermando che "anche il nipote del dittatore Fidel è contro la dittatura".
Sandro Castro ha protagonizzato in diverse occasioni video virali che combinano umorismo, provocazione e riferimenti ambigui alla situazione del paese.
Le sue pubblicazioni tendono a generare critiche tra i cubani dentro e fuori dall'isola, specialmente in mezzo alla profonda crisi economica che sta affrontando la popolazione.
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