La Commissaria di Miami-Dade avverte che qualsiasi accordo che mantenga la dittatura a Cuba è inaccettabile

Secondo la commmissaria, la pressione internazionale deve tradursi in trasformazioni politiche concreteFoto © X/Natalie Milian Orbis e Presidenza Cuba

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La commissaria della contea di Miami-Dade, Natalie Milian Orbis, ha rifiutato pubblicamente questo venerdì qualsiasi eventuale accordo tra gli Stati Uniti e il governo di Cuba che mantenga intatto il sistema politico dell'isola.

In un messaggio diffuso sul suo account di X, la funzionaria ha sostenuto che “qualsiasi negoziazione che preservi una dittatura comunista a partito unico mentre ignora i requisiti fondamentali della Legge Libertà è inaccettabile”.

Milian Orbis ha reagito in questo modo all'annuncio del governante Miguel Díaz-Canel, che stamattina ha confermato colloqui con funzionari statunitensi, presumibilmente avviati da Raúl Castro.

Il fatto, secondo la commissaria, riflette la crescente pressione a cui è sottoposto il regime in mezzo alla crisi economica e politica che vive il paese.

La funzionaria ha sottolineato che la legislazione statunitense è chiara nel stabilire che le sanzioni possono essere revocate solo quando Cuba avvia una transizione irreversibile verso una democrazia multipartitica, rispetta pienamente i diritti umani e le libertà civili, e adotta misure concrete per restituire o compensare le proprietà confiscate a famiglie cubane e cubanoamericane.

In questo senso, ha difeso la politica di pressione applicata dall'amministrazione del presidente Donald Trump nei confronti di La Habana e ha ritenuto che l'inasprimento delle sanzioni abbia contribuito a costringere il governo cubano a sedersi al tavolo delle trattative.

A suo avviso, “la fermezza, non le concessioni”, è ciò che spinge i regimi autoritari a rispondere.

Tuttavia, la commissaria ha avvertito che la pressione internazionale deve tradursi in trasformazioni politiche concrete.

Ha sottolineato che mentre il regime continua a rifiutarsi di consentire elezioni libere e competitive, perseguita i dissidenti e si nega a riconoscere i diritti di proprietà, gli Stati Uniti non dovrebbero legittimare né finanziare la sua permanenza al potere.

Milian Orbis ha affermato inoltre che la comunità cubana in esilio ha fatto sacrifici troppo grandi per accettare un accordo che lasci il popolo dell'isola senza democrazia, diritti umani né restituzione dei beni confiscati, principi contemplati nella Legge Libertà, conosciuta anche come Legge Helms-Burton, firmata dal presidente William Clinton il 12 marzo 1996.

Le dichiarazioni della commissaria avvengono in un contesto di crescente dibattito politico negli Stati Uniti, dopo il riconoscimento da parte del governo cubano di contatti con Washington, uno scenario che diversi attori politici dell'esilio hanno interpretato come segnale di debolezza che il regime sta affrontando a causa della crisi interna che attraversa l'isola.

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