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Il Segretario di Stato degli Stati Uniti, Marco Rubio, appare nella lista dei possibili testimoni nel processo federale che si terrà questo mese a Miami contro l'ex congressista repubblicano di origine cubana David Rivera, accusato di aver partecipato a uno schema per influenzare la politica di Washington nei confronti del Venezuela durante il primo mandato di Donald Trump.
Il processo giudiziario inizierà il 16 marzo con la selezione della giuria in un tribunale federale del sud della Florida, secondo quanto riporta EFE.
Rivera sarà giudicato insieme alla sua presunta socia, una ex consulente politica di nome Esther Nuhfer, che presumibilmente ha partecipato anche a quelle trattative fallite nel 2017.
Il caso ruota attorno a accuse di lobbying occulto a favore di interessi legati al governo del dittatore venezuelano Nicolás Maduro.
Rubio tra i possibili testimoni del processo
Secondo i documenti presentati dalla Procura del Distretto Meridionale della Florida, Rubio fa parte di un elenco di 30 persone che potrebbero essere chiamate a testimoniare durante il processo. Nel gruppo figurano anche attuali e ex funzionari del Dipartimento di Stato, alcuni dei quali già in pensione.
L'inclusione dell'attuale capo della diplomazia statunitense ha suscitato particolare attenzione a causa della sua lunga relazione politica con Rivera, che risale agli anni '90.
Entrambi emersero in quel decennio come giovani figure repubblicane di origine ispanica nella politica della Florida e, durante i loro primi anni, addirittura condividevano un’abitazione a Tallahassee mentre lavoravano nella legislatura statale.
Rubio, che in seguito è diventato senatore e oggi dirige il Dipartimento di Stato, si è contraddistinto per anni per mantenere una posizione critica nei confronti dei governi di Cuba e Venezuela, denunciando pubblicamente sia il regime dei Castro che quello di Maduro.
Accuse di lobbying occulto
I pubblici ministeri federali sostengono che Rivera avrebbe operato come agente straniero senza registrarsi presso le autorità statunitensi, in violazione della Legge sul Registro degli Agenti Stranieri (FARA).
Secondo l'accusa, l'excongressista avrebbe ricevuto oltre cinque milioni di dollari per compiere azioni volte a influenzare la politica di Washington nei confronti del Venezuela.
L'indagine indica che Rivera ha firmato un accordo di consulenza del valore di 50 milioni di dollari con una filiale statunitense della compagnia petrolifera statale venezuelana PDVSA. Nell'ambito di quel contratto, avrebbe ricevuto un pagamento iniziale di cinque milioni di dollari.
Secondo la Procura, quei soldi sono stati utilizzati per favorire contatti e incontri con funzionari del governo statunitense durante il primo mandato di Trump, con l'obiettivo di promuovere una eventuale flessibilità delle sanzioni imposte a Caracas.
Tra le azioni menzionate nei documenti giudiziari figura un incontro in cui Rivera avrebbe cercato di convincere le autorità statunitensi che il governo di Maduro era disposto a negoziare elezioni ritenute legittime.
La difesa nega le accuse
Rivera, che è stato arrestato e accusato di reati nel dicembre 2022, ha respinto tutte le accuse e si è dichiarato innocente.
Il suo team legale sostiene che i suoi contatti e le conversazioni a Washington tra il 2017 e il 2018 cercavano di esplorare strade per provocare cambiamenti politici in Venezuela e indebolire il controllo del chavismo, non di favorirlo.
I pubblici ministeri, tuttavia, sostengono che l'ex legislatore fosse al centro di un'operazione per persuadere l'amministrazione Trump a allentare le sanzioni contro il governo venezuelano, aprendo nel contempo la strada affinché grandi aziende energetiche statunitensi potessero tornare nel mercato petrolifero di quel paese sudamericano.
Un'inchiesta che coinvolge figure di Washington
Il caso ha coinvolto diverse figure influenti del panorama politico statunitense.
Tra i nomi citati nei documenti giudiziari compaiono l'attuale capogabinetto della Casa Bianca, Susie Wiles; l'ex consigliera presidenziale Kellyanne Conway; il congresista repubblicano Pete Sessions; e il lobbista Brian Ballard.
Le autorità federali hanno anche confiscato 24 milioni di dollari e cinque proprietà collegate all'indagine.
Chi è David Rivera?
Rivera è nato a New York nel 1965, figlio di genitori cubani. La famiglia si è trasferita in Florida nel 1974. Ha studiato Scienze Politiche all'Università Internazionale della Florida.
È stato membro della Camera dei Rappresentanti della Florida dal 2002 al 2010, dove ha presieduto il comitato delle regole e poi il comitato delle assegnazioni. In quest'ultimo, ha patrocinato una misura che vieta alle istituzioni di istruzione superiore della Florida di finanziare viaggi di ricerca a Cuba.
Dal 2011 al 2013 è stato membro della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, rappresentando il distretto 25 del Congresso della Florida.
Inoltre, ha servito il Partito Repubblicano come membro del comitato statale del Partito Repubblicano della Florida e come direttore esecutivo del Partito Repubblicano della Contea di Miami-Dade.
Un processo con ripercussioni politiche
Il processo giudiziario ha suscitato grande interesse negli Stati Uniti, soprattutto per le possibili rivelazioni sui tentativi di influenza straniera a Washington e sulla relazione tra politici americani e attori internazionali.
Il processo potrebbe anche fare luce sui tentativi compiuti durante uno dei periodi più tesi nelle relazioni tra Stati Uniti e Venezuela, caratterizzato da sanzioni economiche, pressione diplomatica e controversie sulla legittimità del governo di Maduro.
Con la possibile comparsa di figure di alto profilo come Rubio, il processo promette di attirare l'attenzione nazionale e di diventare uno dei casi politici più seguiti nei tribunali federali della Florida.
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