Continuano le proteste contro il regime cubano nel World Baseball Classic: i fan mostrano magliette con “Díaz-Canel singao”

I cubani protestano contro la tiranniaFoto © Redes sociales

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Durante la partita tra Cuba e Colombia nel Classico Mondiale di Baseball, diversi tifosi hanno approfittato della trasmissione internazionale dell'evento per mostrare messaggi di protesta contro il regime cubano, in una nuova dimostrazione del malcontento politico che circonda la selezione nei tornei internazionali.

In immagini catturate dalla televisione dalle tribune dello stadio Hiram Bithorn di San Juan, Porto Rico, si sono potuti vedere diversi spettatori con indosso maglioni neri con la frase “Díaz-Canel singao”, un messaggio che è diventato un slogan di rifiuto nei confronti del (mal)governante cubano Miguel Díaz-Canel.

La scena è stata visibile per alcuni secondi sul segnale televisivo, evidenziando come alcuni cubani dentro e fuori dall'isola utilizzino eventi sportivi internazionali come piattaforma per denunciare la situazione politica a Cuba.

Da manifesti a t-shirt

In precedenti partite della squadra cubana in tornei internazionali, le proteste si manifestavano solitamente tramite cartelli o striscioni. In questa occasione, i manifestanti hanno optato per magliette con il messaggio stampato, un modo più discreto per rendere visibile il loro slogan di fronte a milioni di spettatori.

In aggiunta alle immagini arrivate alla trasmissione televisiva, diversi report sui social media hanno segnalato che il personale di sicurezza dello stadio ha allontanato dal Hiram Bithorn altri tifosi che cercavano di mostrare messaggi simili durante la partita.

Non è la prima volta che la squadra di Cuba nel Classico Mondiale è circondata da manifestazioni politiche sugli spalti, riflesso delle tensioni tra parte dell'esilio cubano e il governo de L'Avana.

Il Clásico Mondiale, uno degli eventi più seguiti del baseball internazionale, è diventato così non solo una vetrina sportiva, ma anche un palco in cui alcuni cubani cercano di rendere visibile il loro rifiuto del regime davanti a un pubblico globale.

Cosa significa singao?

La parola singao è un insulto usato a Cuba per caratterizzare una persona malvagia, vile o infame. Proviene dal verbo intransitivo "singar" che ha due significati nella lingua spagnola.

La prima indica l'azione di remare con una pala a poppa di un'imbarcazione, generando un movimento in avanti; la seconda e più conosciuta fa riferimento a compiere il coito.

Nel Dizionario degli americanismi (repertorio lessicale che intende raccogliere tutte le parole proprie dello spagnolo dell'America) "singao" è riferito come "singado" e ha due significati: "coito, tabù" o "persona di bassa condizione morale".

Perché chiamano singao il presidente cubano Miguel Díaz-Canel?

Il termine singao da qualche tempo è associato a una frase rivolta al governante Miguel Díaz-Canel e ha origine da una canzone di rap cubana che, secondo quanto riferisce il suo autore, è nata durante un concerto in Colombia.

"Quando io dico Díaz-Canel voi dite singao. ¡Díaz-Canel! ¡Singao! ¡Díaz-Canel! ¡Singao!" è il ritornello di Diazca, dei musicisti Aldo el Aldeano e Silvito el Libre.

 

La comunità cubana ha popolarizzato il tema musicale e lo ha diffuso nel mondo come chiara espressione di rifiuto nei confronti del mandatario dell'isola.

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Redazione di CiberCuba

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