I vicini del quartiere El Palmar, nel comune habanero di Marianao, hanno dato vita a una scena ricca di simbolismo durante le proteste per i blackout che hanno colpito L'Avana la notte di sabato: nel buio, hanno acceso un falò con rifiuti per illuminare la strada e hanno cantato l'inno nazionale.
Il momento è stato trasmesso in diretta verso le 23:00 e successivamente condiviso dal giornalista indipendente e ricercatore José Raúl Gallego, che ha sottolineato la forza simbolica del gesto in mezzo alla crisi elettrica che sta attraversando il paese.
Le immagini, diffuse sui social media, mostrano diversi vicini riuniti attorno a un piccolo falò improvvisato mentre intonano l'inno di Bayamo. La scena si svolge in mezzo a strade completamente al buio a causa dei prolungati blackout elettrici che colpiscono la capitale e gran parte di Cuba.
La protesta a El Palmar si aggiunge alla seconda giornata consecutiva di cacerolazos registrata in diversi municipi dell'Avana durante il fine settimana. Video e testimonianze pubblicate sui social media hanno riportato manifestazioni in zone come Regla, Guanabacoa, San Miguel del Padrón, Centro Habana, Boyeros e El Cotorro.
In molti di questi luoghi i vicini sono scesi in strada o hanno battuto pentole e padelle dalle loro case per esprimere la loro frustrazione per i blackout che, in alcune zone del paese, superano le 20 ore al giorno.
La capitale è stata anche scena di falò in diverse strade di Marianao, dove i residenti hanno bruciato pneumatici e detriti mentre cantavano slogan e protestavano per la mancanza di elettricità.
Le manifestazioni avvengono in mezzo a una profonda crisi energetica. Negli ultimi giorni, il paese ha subito un crollo quasi totale del Sistema Elettrico Nazionale, il che ha lasciato ampie zone senza servizio e ha costretto le autorità ad avviare un complesso processo di ripristino.
Sebbene il sistema sia stato riconnesso gradualmente, il deficit di generazione rimane elevato. Per l'orario di punta notturno recente, l'Unione Elettrica ha previsto una disponibilità di poco più di mille megawatt di fronte a una domanda superiore ai tremila, un divario che si traduce in blackout massivi in tutto il territorio.
In quel contesto di oscurità prolungata, scene come quella di El Palmar riflettono il crescente scontento di molti cubani che, tra pentole, fuochi improvvisati e slogan, cominciano a esprimere pubblicamente il loro malcontento per la situazione che vive il paese.
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