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Il vascello della Marina del Messico ARM Papaloapan (A-411) è tornato al porto di Veracruz dopo aver completato una nuova consegna di aiuti umanitari a Cuba, in mezzo a una crisi economica ed energetica che colpisce duramente l'isola e mentre cresce la controversia sul destino reale di quei carichi.
Secondo rapporti di AVC Noticias, l'imbarcazione ha trasportato cibo e articoli di prima necessità, tra cui fagioli, riso, latte liquido, tonno, sardine, olio vegetale, biscotti e prodotti per l'igiene. La spedizione fa parte di un ponte marittimo promosso dal governo messicano per supportare la popolazione cubana di fronte alla carenza di prodotti di base.
El Papaloapan, insieme al Huasteco, è arrivato a L'Avana a fine febbraio con oltre 1.100 tonnellate aggiuntive di cibo, principalmente fagioli e latte in polvere, costituendo così il secondo invio umanitario in meno di un mese.
In totale, secondo informazioni ufficiali messicane, più di duemila tonnellate di aiuti sono state inviate recentemente all'isola dal porto di Veracruz. Il governo del Messico prevede di continuare l'operazione con nuove spedizioni, tra cui oltre 1.500 tonnellate di latte in polvere e fagioli che devono ancora essere spediti.
Il ritorno del Papaloapan a Veracruz segna anche l'inizio dei preparativi per nuove operazioni logistiche, poiché la nave potrebbe tornare a salpare verso Cuba con ulteriori rifornimenti nei prossimi giorni, riporta il media messicano.
Tuttavia, l'assistenza messicana arriva in un momento particolarmente delicato, dopo denunce che hanno generato un acceso dibattito sia all'interno che all'esterno dell'isola.
Un reportage del canale messicano TV Azteca ha recentemente affermato che parte degli alimenti inviati come donazione —incluso il cosiddetto “fagiolo del benessere”— sarebbe venduto in negozi statali che operano in dollari, molti dei quali collegati a imprese controllate dal settore militare.
Secondo l'indagine, sacchi di fagioli provenienti dal Messico vengono commercializzati presso distributori all'ingrosso a 43 dollari per 30 chili, mentre nei negozi della catena TRD Caribe sono stati visti pacchetti venduti a 2,97 dollari per mezzo chilogrammo, prezzi inaccessibili per molti cubani.
Il reportage ha incluso incluso testimonianze di cittadini che hanno affermato di non aver ricevuto nessuno dei prodotti donati, nonostante le immagini diffuse di navi con aiuti che entrano nella Baia di Havana.
Le denunce hanno provocato una rapida reazione da parte del governo cubano.
Il Ministero del Commercio Interno (MINCIN) ha negato che le donazioni siano in vendita e ha assicurato che i prodotti vengono distribuiti gratuitamente attraverso le botteghe, dando priorità a settori vulnerabili come donne in gravidanza, bambini piccoli e persone in situazioni di rischio.
La direttrice generale della Vendita di Merci del MINCIN, Marpessa Portal Devilliers, ha affermato che le donazioni “non possono essere commercializzate” e che esistono meccanismi di controllo per seguire il destino di ogni prodotto fino al consumatore finale.
Anche l'ambasciatore di Cuba in Messico, Eugenio Martínez Enríquez, ha respinto le accuse e ha definito il servizio di TV Azteca come una campagna di “bugie e disinformazione”. Secondo il diplomatico, i prodotti messicani che appaiono nei negozi sarebbero il risultato di importazioni commerciali legali, non di donazioni.
Ma la polemica resta aperta.
Incluso dagli Stati Uniti si sono levate voci critiche. La congressista cubano-americana María Elvira Salazar ha affermato che per anni ha avvertito che una parte degli aiuti internazionali inviati all'isola finisce per beneficiare l'élite al potere e non la popolazione.
Nel frattempo, a Cuba la crisi continua a segnare la vita quotidiana. La scarsità di cibo, i blackout prolungati e un'inflazione crescente hanno lasciato molti cittadini dipendenti da rimesse, mercato informale o aiuto internazionale per soddisfare i bisogni fondamentali.
In questo contesto, ogni nave carica di cibo che arriva sull'isola suscita sia speranza che diffidenza tra coloro che si chiedono se quei prodotti arriveranno davvero sulla tavola delle famiglie cubane.
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