TV Azteca denuncia che gli aiuti umanitari inviati a Cuba vengono venduti in dollari nei negozi del Governo



Fagioli donati dal Messico vengono venduti nei negozi del regime cubano in dollariFoto © Captura TV Azteca

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Prodotti inviati come aiuto umanitario a Cuba dal governo del Messico vengono venduti in dollari in negozi controllati dallo Stato e legati al settore militare, secondo quanto denunciato da un reportage del canale messicano TV Azteca.

La ricerca, presentata dal giornalista Rodrigo Lema, afferma che i cibi donati per alleviare la crisi nell'isola vengono commercializzati in esercizi che operano in valuta, lontano dalla distribuzione gratuita che era stata annunciata.

Secondo il reportage, uno dei casi più documentati è quello del cosiddetto “frijol del bienestar”, un prodotto che doveva essere distribuito alla popolazione come parte dell'aiuto umanitario messicano.

Tuttavia, il mezzo afferma di aver verificato che quel alimento venga venduto in distributori all'ingrosso collegati a strutture militari.

Secondo la ricerca, pacchi da 30 chili di fagioli vengono offerti a 43 dollari, il che equivale a circa 1,43 dollari per ogni sacchetto di un chilogrammo, un prezzo che risulta inaccessibile per molti cubani in mezzo alla profonda svalutazione della moneta nazionale.

Il reportage mostra anche le testimonianze di cittadini che affermano di non aver ricevuto alcun prodotto dalle donazioni.

Un residente dell'isola ha dichiarato che, nonostante le immagini diffuse riguardo la arrivo delle navi con aiuti nella Baia de L'Avana, nella popolazione non è stato distribuito nulla.

Un altro testimonio raccolto dal mezzo segnala che, dopo l'arrivo delle navi con donazioni messicane, diversi negozi nella provincia di Matanzas, che in precedenza erano praticamente vuoti, sono improvvisamente apparsi riforniti di prodotti provenienti dal Messico.

Le immagini diffuse da TV Azteca mostrano, ad esempio, fagioli messicani venduti in un negozio TRD Caribe delle Forze Armate Rivoluzionarie a un prezzo di 2,97 dollari per mezzo chilo.

Secondo le fonti citate, sono stati rilevati anche prodotti come la carta igienica di origine messicana commercializzati in quegli esercizi.

Varii intervistati hanno affermato che la vendita di prodotti in negozi che operano in dollari è una pratica nota sull'isola e che molti degli articoli che arrivano come donazioni finiscono in questi circuiti commerciali controllati da aziende statali.

Il reportage conclude che, invece di arrivare alla popolazione attraverso la tessera di razionamento o altri meccanismi di distribuzione sociale, parte dell'aiuto umanitario finisce per essere trasformato in merce all'interno di negozi in valuta, inaccessibili per la maggior parte dei cubani.

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