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L'oppositore cubano l'arresto di un triciclista di 68 anni nel comune di San Antonio de los Baños, nella provincia di Artemisa, presumibilmente per un messaggio che aveva affisso sul suo veicolo.
Nella sua pubblicazione su Facebook, Ferrer ha scritto: "Mi dicono che Felipe Rodríguez, di 68 anni, è stato arrestato a San Antonio de los Baños per aver messo dietro al sedile del suo bicitaxi che non monta chivatos. Solo uomini liberi. Se conosci questo caso e puoi darmi ulteriori dettagli e il suo secondo cognome, te ne sarei molto grato."
Le immagini diffuse insieme alla denuncia mostrano un triciclo con un cartello posizionato sul retro dove si legge: “Non monto né clarias né chivatos. Solo uomini liberi”.
L'espressione "clarias" e "chivatos" è utilizzata nel linguaggio popolare cubano per riferirsi in modo dispregiativo a informatori o persone che collaborano con le autorità.
In un precedente post sui social, l'utente : “Quest'uomo nella foto si chiama Felipe Rodríguez. È una di quelle persone che conosci e che ti illuminano la giornata con le loro battute e il loro buon umore. Ieri lo hanno arrestato per quello che ha scritto sul suo triciclo o moto per trasportare passeggeri ‘Non monto, né clandestini, né spie. Solo uomini liberi’”, ha scritto.
Nella stessa pubblicazione ha aggiunto: “Felipe è una grande persona e non lo dico io che lo conosco, il popolo di #sanantoniodelosbaños intero lo conosce e sa di cosa parlo”. Ha anche menzionato nel suo testo un presunto agente implicato nell'arresto. Nel post ha affermato: “Ah. Sorpresa divina, l'ha portato via il tipo più figlio di p* che abbiano partorito le vecchie giumente con i peli di stracci rossi... Non gli è bastato arrestarlo, ha avuto la sfacciataggine di minacciarlo dicendogli ‘mi viene voglia di darti un colpo qui stesso’”.
Nello stesso messaggio ha aggiunto: “Pilili sei un essere sgradevole e codardo, colpire un uomo indifeso e malato”.
Successivamente, in un'altra ha scritto: “Questo non è un reato, lui è proprietario del suo veicolo e può portare con sé chiunque desideri”.
Le denunce hanno generato numerose reazioni sui social media, dove diversi utenti hanno espresso supporto al triciclero e chiesto la sua liberazione.
Tra i commenti pubblicati si sono letti messaggi come: “Libertà per Felipe Rodríguez. Giù l'ingiustizia. Libertà per Cuba.”, “Che esempio di coraggio!, i miei rispetti” e “La bici è sua, può portare chi vuole.”
Altri commenti hanno sottolineato che il conducente è conosciuto nella sua comunità e hanno espresso solidarietà nei suoi confronti. Tra questi sono emersi messaggi come: “Un grande essere umano”, “Grande uomo e amico”, “Persona straordinaria con un grande cuore” e “Uomo di grande cuore, hai il mio supporto”. Inoltre, diversi utenti hanno insistito sul fatto che il reato denunciato non costituisce un delitto e hanno ribadito richieste per la sua liberazione.
Nei commenti stessi al post, dopo che l'utente ha chiesto l'identità dell'agente o poliziotto menzionato, Odaly H. Rizo ha risposto condividendo una fotografia.
Fino ad ora, le autorità cubane non hanno fornito informazioni ufficiali sull'arresto né sulla situazione del triciclero denunciato sui social network.
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