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Il rappresentante repubblicano della Florida Tom Fabricio ha riacceso il dibattito sul futuro politico di Cuba ponendo sui social media una domanda che, secondo lui, si pongono milioni di persone: se l'isola potrebbe diventare il prossimo obiettivo della pressione politica guidata dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
“La domanda che milioni si pongono: È Cuba la prossima? Il regime comunista a L'Avana è sopravvissuto per decenni, ma l'equilibrio globale di potere sta cambiando. La libertà per Cuba potrebbe essere più vicina di quanto molti credano”, ha scritto Fabricio condividendo un articolo del New York Post.
Il testo citato dal legislatore repubblicano raccoglie un'analisi pubblicata da Daniel Allott su The Hill, dove si afferma che recenti disordini in una prigione della provincia cubana di Ciego de Ávila hanno lasciato immagini sorprendenti.
Secondo l'articolo, alcuni detenuti che protestavano avrebbero gridato "Viva Trump!", il che l'autore interpreta come un segnale di cambiamento nella percezione degli Stati Uniti all'interno dell'isola.
Il reportage riporta anche dichiarazioni che affermano che molti cubani hanno smesso di attribuire all'embargo statunitense le carenze quotidiane.
Secondo questa visione, nelle proteste registrate negli ultimi anni gli slogan sono stati diretti principalmente contro il governo cubano.
Le manifestazioni nell'isola, specialmente dalle proteste dell'11 luglio 2021, hanno messo in evidenza il crescente malcontento sociale di fronte alla crisi economica, ai blackout, alla carenza di cibo e medicinali e al deterioramento dei servizi fondamentali.
In quel contesto, la pubblicazione del New York Post e il commento di Fabricio riaccendono le speculazioni sul corso della politica statunitense verso Cuba in un contesto internazionale che, secondo alcuni analisti, potrebbe essere in grado di cambiare l'equilibrio di potere nella regione.
Il dibattito si svolge anche in un momento in cui l'isola affronta una profonda crisi energetica ed economica, mentre continuano le pressioni internazionali e cresce il malcontento all'interno del paese.
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