L'attacco degli Stati Uniti all'Iran accelera il cambiamento a Cuba?: Ecco cosa dice un analista



Raúl Castro e Miguel Díaz-Canel - Donald Trump (d)Foto © Collage YouTube/Screenshot-Canal Caribe - X/La Casa Bianca

Video correlati:

Il recente attacco degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran ha sollevato nuove domande sull'impatto possibile di questa escalation geopolitica su altri governi alleati o vicini a Teheran, tra cui quello di Cuba.

Tuttavia, per l'analista e economista Daniel DiMartino, gli effetti sull'isola, se si verificassero, non implicherebbero necessariamente una trasformazione politica immediata.

Durante un Incontro Virtuale con la giornalista Gloria Ordaz, per Telemundo 51, DiMartino ha analizzato le possibili implicazioni del conflitto e ha spiegato perché considera che il caso cubano sia molto diverso da quello iraniano dal punto di vista strategico, militare ed economico.

“L'Iran è un paese militarmente capace con un'economia molto più grande che produce petrolio e ha forze armate molto forti. Cuba non ha nulla”, ha affermato l'economista.

A suo avviso, il confronto tra i due paesi mette in luce una differenza strutturale significativa. L'Iran ha un'economia di gran lunga superiore, produce petrolio e dispone di un apparato militare con capacità significative, oltre a un arsenale considerevole di missili e razzi.

Cuba, al contrario, manca di queste risorse strategiche, il che limita la sua capacità di risposta di fronte a pressioni esterne.

Un possibile messaggio per il governo cubano

Nonostante le differenze tra i due paesi, DiMartino ritiene che i recenti eventi internazionali potrebbero inviare un segnale indiretto al governo cubano.

L'analista ritiene che la dimostrazione di forza di Washington nei confronti di un avversario come l'Iran potrebbe essere interpretata dalla leadership cubana come un promemoria del costo di mantenere una lunga conflittualità con gli Stati Uniti.

In questo senso, ha sostenuto che l'attuale congiuntura internazionale potrebbe spingere L'Avana a riconsiderare la sua posizione.

“Questo incoraggerà il regime cubano a dire: ‘guarda, ci arrendiamo perché non vogliamo finire come l'ayatollah’”, ha sottolineato.

Per l'economista, il regime cubano potrebbe optare per esplorare uscite negoziate prima di trovarsi costretto in una situazione di maggiore pressione internazionale.

Il contesto delle dichiarazioni di Trump

L'analisi di DiMartino si inserisce anche nel contesto delle recenti dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il quale ha affermato che Washington potrebbe prendere in considerazione una "presa di controllo amichevole" di Cuba in mezzo alla profonda crisi economica che sta attraversando l'isola.

Secondo il mandatario, il governo cubano affronta seri seri problemi economici, il che potrebbe aprire la porta a uno scenario in cui gli Stati Uniti aumentano la loro influenza nel paese.

Queste dichiarazioni hanno riacceso il dibattito sul futuro politico ed economico di Cuba in mezzo al deterioramento della sua situazione interna.

Settori del regime potrebbero negoziare?

In questo contesto, DiMartino ritiene possibile che alcuni settori all'interno dello stesso regime cubano, osservando quanto accaduto in paesi come il Venezuela o l'attuale scenario di tensioni internazionali con l'Iran, valutino la possibilità di raggiungere qualche tipo di accordo con gli Stati Uniti.

L'economista suggerisce che la pressione esterna, combinata con la crisi economica che vive l'isola, potrebbe spingere alcuni attori all'interno del potere a cercare alternative per evitare un ulteriore deterioramento.

Sin embargo, avverte che anche se si dovesse verificare una negoziazione o un avvicinamento politico, ciò non significherebbe necessariamente una transizione democratica immediata.

Il grande ostacolo per un cambiamento politico

Secondo DiMartino, la principale sfida per qualsiasi processo di trasformazione politica a Cuba risiede nella mancanza di un'opposizione organizzata all'interno del paese.

A differenza di altri contesti regionali in cui ci sono movimenti politici con capacità di mobilitazione o strutture di opposizione consolidate, l'economista ritiene che a Cuba questo scenario sia molto più limitato.

“Vedo un cambiamento politico a Cuba molto più difficile che in Venezuela, perché non c'è un'opposizione attiva a Cuba. Non c'è nulla. Bisogna ricostruire tutto da zero”, spiegò.

Per l'analista, questa assenza di un'opposizione strutturata rende qualsiasi processo di transizione qualcosa di più complesso e prolungato.

Una transizione graduale, non immediata

Dalta prospettiva, DiMartino considera che, se dovesse verificarsi un cambiamento nell'isola, la cosa più probabile sarebbe un processo graduale e supervisionato, piuttosto che una trasformazione politica immediata promossa dall'interno del paese.

Secondo la sua opinione, lo scenario più plausibile sarebbe qualche tipo di transizione influenzata o accompagnata dagli Stati Uniti.

Tuttavia, l'economista ha sottolineato che qualsiasi scenario di questo tipo dipenderà in larga misura dalla politica estera di Washington e dal margine di manovra che l'attuale amministrazione statunitense avrà per promuovere un processo di transizione.

Impatto economico della guerra con l'Iran

Durante l'incontro virtuale, DiMartino ha analizzato anche le possibili ripercussioni economiche del conflitto con l'Iran nello scenario internazionale.

Tra gli altri aspetti, ha fatto riferimento all'impatto che potrebbe avere la minaccia del presidente Trump di interrompere ogni commercio con la Spagna, in riferimento alla mancanza di supporto dopo l'attacco degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran.

Le tensioni commerciali e politiche derivanti dalla guerra potrebbero avere effetti su diversi fronti dell'economia globale, un fattore che influisce anche sull'analisi riguardo al futuro di Cuba in un contesto internazionale sempre più incerto.

In ogni caso, per DiMartino, sebbene gli avvenimenti in Medio Oriente possano inviare segnali politici ad altri governi, un cambiamento reale a Cuba dipenderà da fattori interni molto più complessi rispetto alla semplice pressione esterna.

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.