Macron: "Non esiterò a usare l'arma nucleare per proteggere i nostri interessi."

Emmanuel Macron tiene un discorso nella base dei sottomarini nucleari di Île LongueFoto © X / Emmanuel Macron

Il presidente della Francia, Emmanuel Macron, ha affermato lunedì che non esiterà a ricorrere all'arsenale nucleare francese se gli interessi vitali del paese dovessero essere minacciati, in mezzo all'escalation militare derivante dal conflitto con l'Iran e a un contesto internazionale che ha definito particolarmente instabile.

Durante un discorso presso la base dei sottomarini nucleari di Île Longue, in Bretagna, il presidente ha difeso la necessità di rafforzare la dissuasione nucleare francese “alla luce delle nostre sfide nazionali ed europee” di fronte a quella che ha descritto come una crescente combinazione di minacce. Ha sottolineato che la Francia deve pensare alla sua strategia di dissuasione “nella profondità del continente europeo” e nel pieno rispetto della sua sovranità.

Macron ha parlato anche di avanzare progressivamente verso quella che ha definito una “dissuasion avanzata”, considerando che l’Europa attraversa “un periodo di rottura pieno di rischi” di cui, ha detto, i cittadini sono pienamente consapevoli. Secondo il presidente, questa fase giustifica un inasprimento del modello strategico francese.

Nel suo intervento ha anche fatto riferimento alla guerra in Ucraina e ha assicurato che la Russia conduce contro il suo paese vicino “una guerra lenta e crudele” che costituisce, secondo la revisione strategica nazionale francese, un rischio maggiore per l'Europa. Ha inoltre accusato Mosca di adottare un revisionismo e un “imperialismo brutale”, sostenuto da un ampio arsenale nucleare che continua a sviluppare.

Le dichiarazioni di Macron arrivano dopo l'offensiva militare iniziata il 28 febbraio da Stati Uniti e Israele contro oltre mille obiettivi strategici in Iran, comprese installazioni nucleari e militari. Dopo questi bombardamenti e la morte dell'ayatollah Alí Jameneí, Washington ha avviato il dibattito su un possibile processo di transizione politica a Teheran.

In risposta all'offensiva, l'Iran ha lanciato missili e droni contro Israele e diversi paesi del Golfo. Di fronte a tali attacchi, Francia, Regno Unito e Germania hanno espresso la loro disponibilità a coordinare azioni difensive con gli Stati Uniti per limitare la capacità di attacco iraniana, come parte della posizione congiunta europea di fronte all'escalation.

Tra gli incidenti confermati figura l'impatto di un drone iraniano sulla base britannica di Akrotiri, a Cipro, che ha causato danni materiali minori. L'installazione rappresenta uno dei punti strategici del Regno Unito nel Mediterraneo orientale.

Da Bruxelles, la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha avvertito che l'Unione Europea deve essere pronta per le conseguenze del conflitto in ambiti come energia, sicurezza e migrazione, e ha sostenuto che l'unica soluzione sostenibile passa attraverso una soluzione diplomatica che includa la sospensione dei programmi nucleari e balistici iraniani, in dichiarazioni riprese da EuroEFE.

Il presidente del Governo spagnolo, Pedro Sánchez, ha condannato gli attacchi iraniani contro Israele, Cipro e diversi paesi del Golfo, esortando a fermare l'escalation e a riprendere il dialogo, secondo i messaggi diffusi sui suoi social media.

La coordinazione europea di fronte agli attacchi iraniani e la disponibilità di Parigi, Berlino e Londra a collaborare con Washington erano già state riflettute nella dichiarazione congiunta sulle azioni difensive per neutralizzare la capacità militare iraniana nella regione.

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.