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La Marina francese ha intercettato nelle acque del Mediterraneo un petroliera proveniente dalla Russia che violava le sanzioni internazionali che vietano l'esportazione di greggio da quel paese, in un'operazione che rimette di nuovo in discussione il ruolo chiave del petrolio nel finanziamento della guerra in Ucraina.
Lo stesso presidente Emmanuel Macron ha confermato l'azione in un messaggio pubblicato sul social network X, dove ha precisato che l'operazione si è svolta in alto mare, con il supporto di alleati, e nel quadro della Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare.
Secondo quanto spiegato, la nave navigava sotto falsa bandiera ed era soggetta a sanzioni internazionali, motivo per cui è stata abbordata dalla Marina francese.
“Non lasceremo nulla impunito,” ha avvertito il mandatario, mentre ha informato che è già stata avviata un'indagine giudiziaria e che il petroliero è stato deviato, senza specificare la sua destinazione finale, ha riferito l'agenzia Efe.
La Marina francese ha precisato che l'operazione si è svolta nel mare di Alborán e che il petroliere intercettato è il GRINCH, una nave proveniente dal porto russo di Murmansk.
Il controllo è stato effettuato in applicazione dell'articolo 110 della Convenzione delle Nazioni Unite, che autorizza la verifica della nazionalità di una nave quando sussistono fondati sospetti sul suo pavillon.
Dopo l'ispezione e la revisione della documentazione, le autorità hanno confermato dubbi sulla regolarità della bandiera sotto la quale navigava il petroliera. Su richiesta del procuratore della Repubblica di Marsiglia, competente in materia marittima, la nave è stata deviata il 22 gennaio e rimane scortata da unità della marina nazionale francese verso un punto di ancoraggio, dove continuano i controlli.
Secondo Parigi, l'operazione è stata svolta in coordinamento con vari alleati, tra cui il Regno Unito, e riflette l'impegno della Francia e dei suoi partner a far rispettare il diritto internazionale e garantire l'efficacia delle sanzioni europee contro la Russia, che ammontano già a diciannove pacchetti dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina.
Da parte sua, il presidente francese ha sottolineato che Parigi e i suoi partner sono determinati a garantire l'efficacia delle sanzioni europee contro la Russia, imposte dopo l'invasione dell'Ucraina, un conflitto che si avvicina al suo quarto anno.
Inoltre ha ricordato che le cosiddette “flotte fantasma” o “flotte oscure” sono un elemento chiave per mantenere a galla la macchina bellica del Cremlino, poiché permettono l'esportazione clandestina di petrolio tramite cambi di nome, bandiera o rotte opache che eludono i controlli internazionali.
Il presidente ucraino, Volodímir Zelenski, ha ringraziato pubblicamente la Francia e Macron per quella che ha definito la necessaria fermezza per evitare che il petrolio russo continui a finanziare la guerra.
In un messaggio diffuso anche su X, ha insistito che le navi russe che operano vicino alle coste europee devono essere fermate e ha proposto addirittura la confisca e la vendita del petrolio trasportato da questi petrolieri.
L'intercettazione francese avviene in un contesto di crescente tensione nei mari, dove il controllo delle rotte energetiche è diventato un ulteriore fronte del conflitto geopolitico.
L'Unione Europea ha approvato finora diciannove pacchetti di sanzioni contro la Russia, diversi dei quali mirati specificamente alla sua rete petrolifera, vietando l'importazione marittima di greggio e prodotti raffinati. La perdita di quel mercato ha rappresentato un colpo strutturale per Mosca, il cui bilancio dipende in gran parte delle entrate petrolifere.
A inizio gennaio, le forze statunitensi hanno catturato nell'Atlantico il petroliere Marinera, collegato al trasporto di petrolio sotto sanzione, nonostante fosse scortato direttamente dalla Marina russa, incluso un sottomarino.
Quell'episodio ha acceso allarmi nella NATO e ha chiarito che ogni approccio può trasformarsi in un incidente diplomatico ad alto rischio.
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