Madrid, Miami e altre città del mondo si mobilitano per la libertà di Cuba in una giornata internazionale

Durante le manifestazioni si sono ripetute le richieste di liberazione dei prigionieri politici nell'isolaFoto © Magdiel Jorge Castro

Madrid è stata teatro il 28 febbraio di una manifestazione di exiliati cubani nell'ambito della Giornata Internazionale di Richiesta di Libertà e denuncia contro il regime de L'Avana, in un'iniziativa che si è ripetuta simultaneamente in diverse città del mondo.

La mobilitazione nella capitale spagnola ha riunito membri della diaspora e attivisti che hanno chiesto la fine della dittatura e l'inizio di una transizione democratica definitiva nell'isola, come evidenziato dal profilo su Facebook Cittadinanza e Libertà.

Captura di Facebook/Cittadinanza e Libertà

Durante la concentrazione hanno ribadito le richieste di liberazione dei prigionieri politici, rispetto dei diritti umani e apertura di spazi reali di partecipazione civica.

La giornata è stata promossa da cubani in esilio e reti di attivisti, che hanno convocato proteste coordinate in Europa, America del Nord e America Latina per mettere in evidenza la crisi politica, economica e sociale che attraversa il paese.

In Spagna sono state annunciate concentrazioni a Málaga, Madrid, Alicante, Barcellona e Bilbao. Ci sono stati anche appelli a manifestare a Stoccolma, Calgary, Toronto, Montreal, Montevideo e Brasilia.

L'Associazione Cubano-Vasconia Demokrazia kubarentzat ha affermato giorni fa che la manifestazione si svolge perché “Cuba sta attraversando una delle fasi più critiche della sua storia recente” e ha sottolineato che non si tratta di “una semplice difficoltà economica”, ma di una realtà strutturale in cui vengono negati diritti civili e politici essenziali.

A Miami, migliaia di cubanoamericani sono scesi in strada per chiedere la libertà di Cuba ed esprimere il loro sostegno al presidente Donald Trump.

In sui social, l'account MIA_HAVANA su X ha sottolineato che “migliaia di patrioti cubanoamericani” hanno partecipato alla mobilitazione in supporto a una politica di maggiore pressione contro il regime cubano.

Il rappresentante federale Carlos A. Giménez ha pubblicato su X il messaggio "Miami chiede Libertà per Cuba!", unendosi così alle espressioni pubbliche di sostegno alla giornata.

In Uruguay, sono state segnalate anche delle concentrazioni. L'utente JaviXCubaLibre ha diffuso sulla stessa rete sociale immagini di cubani scesi in piazza a Montevideo a sostegno del presidente statunitense e per chiedere la liberazione di Cuba dal regime comunista.

Le manifestazioni si sono svolte in un contesto internazionale caratterizzato dalla conferma della morte dell'ayatollah Ali Khamenei, a seguito di un'operazione militare congiunta degli Stati Uniti e di Israele in Iran.

Il fatto ha generato un'ondata di reazioni tra i cubani dentro e fuori dall'isola, che hanno collegato quanto accaduto a Teheran con la situazione politica a Cuba.

In social media, alcuni utenti hanno rivolto avvertimenti a Miguel Díaz-Canel e a Raúl Castro, mentre altri hanno festeggiato la notizia come un precedente per i regimi alleati dell'Iran.

Il presidente statunitense ha definito la morte di Jamenei come "giustizia" e ha avvertito che risponderà con "una forza mai vista prima" se l'Iran attaccherà interessi statunitensi o israeliani.

Per una parte dell'esilio e della diaspora, il contesto internazionale riaccende aspettative su un eventuale cambiamento politico a Cuba e rafforza la pressione esterna come meccanismo per favorire trasformazioni nell'isola.

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