Il nuovo capitolo dell'escalation militare in Medio Oriente è arrivato questo fine settimana a Dubai, dove attacchi attribuiti all'Iran hanno colpito e provocato incendi in hotel di lusso, secondo report e conferme delle autorità locali.
Tra gli obiettivi colpiti figura il Fairmont The Palm, nell'esclusiva isola di Palm Jumeirah, che ha registrato un impatto diretto e un incendio che ha costretto ospiti e turisti ad evacuare tra scene di panico; inoltre, le autorità hanno riportato quattro feriti e hanno dichiarato che il fuoco è stato domato.
In un secondo incidente, l'Ufficio dei Media di Dubai ha confermato che un drone è stato intercettato e che i suoi resti hanno provocato un incendio minore nella facciata esterna del Burj Al Arab, senza segnalazioni di feriti, e che la Difesa Civile ha risposto immediatamente per controllare la situazione.
Il Ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha dichiarato di aver intercettato 137 missili e oltre 200 droni, definendo l'azione iraniana una “flagrante violazione della sovranità nazionale e del diritto internazionale”.
I media iraniani hanno affermato di aver attaccato Dubai, senza però specificare obiettivi concreti.
Immagini diffuse mostrano il momento dell'impatto sul Fairmont The Palm con un'esplosione visibile e colonne di fumo nero che si alzano sulla zona.
Le autorità di Dubai hanno confermato il bilancio di quattro feriti e il controllo dell'incendio, senza divulgare ulteriori dettagli sui danni materiali.
Gli impatti non si limitarono agli Emirati. A Bahrein sono state osservate colonne di fumo vicino al quartier generale della Quinta Flotta americana a Manama; un video mostrerebbe l'impatto di un drone contro un edificio residenziale.
In Qatar, il Ministero della Difesa ha informato di aver intercettato missili diretti alla base aerea di Al-Udeid, descritta come la più grande base statunitense nella regione.
In Kuwait, un drone che ha attaccato l'aeroporto internazionale avrebbe provocato ferite lievi a dipendenti e danni limitati, con evacuazioni nelle aree residenziali.
Il Corpo della Guardia Rivoluzionaria Islamica (IRGC) ha dichiarato che gli attacchi faranno parte dell'operazione "Promessa Vera 4", presentata come una rappresaglia per l'offensiva congiunta degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran.
L'informazione avverte anche sul potenziale impatto nello Stretto di Hormuz, passaggio chiave per il trasporto globale di petrolio e gas: le autorità marittime britanniche hanno messo in guardia su una chiusura parziale, che potrebbe esercitare pressione sui mercati energetici e influenzare l'economia mondiale.
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