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Il Governo cubano ha pubblicato questo 25 febbraio nella Gazzetta Ufficiale Straordinaria No. 32 l'Accordo 10216/2025, una norma che regola il commercio elettronico quando i pagamenti vengono effettuati in o dal exterior in valute.
La regolamentazione è stata approvata il 27 agosto 2025, ma entrerà in vigore 60 giorni dopo la sua pubblicazione. Stabilisce un quadro obbligatorio per persone fisiche, mipymes, lavoratori autonomi, persone giuridiche e operatori di piattaforme tecnologiche che gestiscono vendite verso Cuba con pagamenti in dollari o altre valute straniere.
Maggiore controllo del Banco Central de Cuba e del sistema finanziario
L'Accordo conferisce alla Banca Centrale di Cuba (BCC) un ruolo centrale: sarà l'ente incaricato di autorizzare chi può ricevere pagamenti dall'estero e di stabilire le norme applicabili ai gateway di pagamento internazionali.
Uno dei punti più rilevanti è che i ricavi derivanti dal commercio elettronico dovranno essere prioritariamente indirizzati verso conti in banchi cubani o a meccanismi finanziari esterni collegati al paese.
Le operazioni in valuta non potranno essere gestite liberamente al di fuori del sistema bancario nazionale. Inoltre, le tasse associate a queste operazioni dovranno essere pagate in valuta, non in pesos cubani (CUP).
Nuove obbligazioni per piattaforme e venditori
La norma impone requisiti aggiuntivi a coloro che operano in questo segmento. I venditori dovranno iscriversi o aggiornare la loro attività nel Registro Centrale Commerciale, registrare le piattaforme presso il Ministero delle Comunicazioni e rispettare le disposizioni fiscali presso l'Ufficio Nazionale di Amministrazione Fiscale (ONAT).
Dovranno inoltre garantire la protezione del consumatore, rispettare le normative vigenti in materia di cibersicurezza e fornire informazioni statistiche ufficiali alle autorità.
Un elemento significativo è il divieto di vendere beni a entità straniere affinché queste possano rivenderli successivamente a beneficiari a Cuba tramite commercio elettronico con pagamenti dall'estero. Questa disposizione potrebbe influenzare modelli di business basati su vendite dall'estero con consegna nel territorio nazionale.
Scadenze e possibili implicazioni
L'Accordo entrerà in vigore 60 giorni dopo la sua pubblicazione nella Gaceta Oficial. Gli attori che stanno già operando avranno 30 giorni aggiuntivi per adeguarsi una volta che la Banca Centrale di Cuba emetta le disposizioni complementari.
In termini pratici, la norma non introduce il commercio elettronico in valute —una pratica già esistente—, ma la formalizza sotto uno schema di maggiore supervisione finanziaria e fiscale.
Il controllo del flusso di divise, il canalizzazione obbligatoria verso il sistema bancario cubano e l’autorizzazione preventiva del BCC segnano un cambiamento nel quadro normativo per questo settore.
L'Accordo potrebbe generare tensioni giuridiche per le piattaforme che operano dagli Stati Uniti. Le normative dell'Ufficio di Controllo dei Beni Stranieri (OFAC) vietano a persone e aziende sotto giurisdizione statunitense di effettuare transazioni che avvantaggiano il governo cubano o le sue entità.
La Banca Centrale di Cuba è un'istituzione statale, e l'obbligo di canalizzare entrate verso banche cubane potrebbe essere interpretato come un'operazione finanziaria che coinvolge direttamente l'apparato governativo.
Nell'attuale contesto di sanzioni rafforzate da Washington, le aziende con sede negli Stati Uniti potrebbero trovarsi di fronte a un dilemma legale: rispettare le richieste dell'Havana o rischiare possibili violazioni delle normative federali statunitensi.
L'impatto reale della misura dipenderà da come verranno attuate le regolamentazioni complementari del BCC e dalla capacità di adattamento delle piattaforme che operano con pagamenti dall'estero.
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