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Per il cubano comune, che riceve il proprio stipendio in modo elettronico e deve provvedere a se stesso e alla propria famiglia, la situazione di continue difficoltà nel compiere le più elementari transazioni digitali è diventata insostenibile.
Così lo ha denunciato su Facebook il lavoratore autonomo Dariel Vicedo, che in un racconto lungo e dettagliato ha esposto multiple irregolarità nell'accettazione dei pagamenti elettronici nei negozi della città di Matanzas.
Tra aneddoti divertenti e riflessioni puntuali, Vicedo ha messo in discussione l'applicazione pratica della bancarizzazione e il rispetto della Risoluzione 111/2023. Il matancero ha descritto un percorso attraverso vari esercizi commerciali, dove ha tentato di pagare, senza successo, tramite Transfermóvil o EnZona.
Secondo quanto spiegato, in un punto vendita di hamburger il codice QR era stato rimosso e la commessa gli ha indicato che doveva trasferire direttamente su una carta perché, utilizzando il QR, “il denaro va sul conto fiscale e la banca non lo deposita in tempo”; ciò comportava inoltre la perdita del 6 % di sconto per il pagamento online.
In un altro esercizio privato, dove in precedenza aveva pagato in contante, i tentativi di pagamento digitale hanno restituito messaggi come “trasferimento fallito” e “carta inesistente”. Quando ha chiesto di verificare i dati, l'impiegata gli ha spiegato che la carta era in possesso del proprietario e ha sostenuto che “da BANDEC non si può trasferire a BPA”, affermazione che Vicedo ha messo in dubbio e ha trasformato in una delle molte interrogativi della sua denuncia.
Il cuentapropista ha anche raccontato di aver ricevuto rifiuti categorici nell'accettare trasferimenti in altri commerci e ha esposto opzioni che ha qualificato come illegali, come richiedere “metà in contante e metà in trasferimento”, applicare sovrapprezzi fino al 10% per i pagamenti elettronici o rimandare a terzi che consegnavano contante in cambio di trasferimenti con commissioni del 20%.
Nel suo testo, supportato dai commenti di decine di utenti del forum che hanno raccontato le proprie difficoltà al riguardo, Vicedo ha sottolineato che la Risoluzione 111/2023 riconosce il diritto di pagare tramite codici QR di Transfermóvil o EnZona e ha ritenuto illegale obbligare ad utilizzare altre varianti.
Inoltre, ha messo in discussione se il denaro depositato nei conti fiscali operi con minore fluidità rispetto ad altri conti e ha sollevato la possibilità che esistano pratiche di evasione fiscale o distorsioni nell'implementazione bancaria.
“Esiste sfiducia da parte degli attori economici nel sistema bancario? Se ciò è vero, non dovrebbe costituire una preoccupazione maggiore da parte di queste istituzioni?”, si è chiesto il matancero.
E aggiunse: “La soluzione a questo problema non dovrebbe essere l'assegnazione di garanzie invece del bozzo finanziario? O, quel che è più grave, a livello politico, esiste il desiderio non scritto che gli attori economici privati non prosperino?”
Il cuentapropista di Matanzas ha chiesto a istituzioni come il Governo Provinciale, le banche e l'ONAT di assumere le proprie responsabilità senza trasferire al cittadino il peso di denunciare e vigilare. E ai cittadini ha raccomandato maggiore forza e determinazione per rivendicare i propri diritti.
Il testimonio si inserisce in un contesto di reiterate lamentele sul funzionamento del commercio elettronico a Cuba. Questa settimana, sempre da Matanzas, rapporti hanno segnalato code prolungate nelle filiali di Bandec a causa di blackout durante l'orario lavorativo e di limitazioni nell'operare servizi bancari.
Igualmente, a Holguín e in altre province, gli utenti hanno denunciato di ricevere stipendi su conti elettronici, mentre numerosi negozi si rifiutano di accettare trasferimenti o impongono sovrattasse.
In mezzo all'acuta crisi energetica, alla scarsità di liquidità, ai problemi di connettività e alle lunghe code presso banche e altri stabilimenti, le critiche dei cittadini hanno messo in dubbio, ancora una volta, l'efficacia della trasformazione digitale promossa dal governo cubano.
L'operatività dei pagamenti elettronici, in un paese che nemmeno può garantire un pane quotidiano per la popolazione, rientra tra le tante questioni irrisolte.
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