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L'Associazione dei Portuali del Caribe (Asoportuaria) ha negato che l'oleodotto Ocean Mariner, intercettato dal Servizio di Guardia Costiera degli Stati Uniti nel Caribe, avesse come destinazione finale Cuba.
Il sindacato ha assicurato che l'operazione svolta da Barranquilla è stata legale e che il carico non era destinato all'isola.
Il nave è stata intercettata il 13 febbraio dal cutter della Guardia Costiera statunitense a circa 16 miglia a sud di Les Cayes, Haiti, secondo i dati di monitoraggio marittimo di VesselFinder. Fino a questo momento non esiste un comunicato ufficiale che dettagli la natura dell'ispezione.
Asoportuaria nega il destino Cuba
Lucas Ariza, direttore esecutivo di Asoportuaria, ha spiegato alla stampa colombiana che l'Ocean Mariner trasportava fibroil e al momento della sua partenza aveva tutta la documentazione in regola e la sua destinazione era un porto della Repubblica Dominicana.
La transazione è stata effettuata sotto la modalità FOB (Free On Board), il che implica che il venditore adempie al proprio obbligo consegnando la merce al porto di imbarco e che l'acquirente si assume i rischi e i costi del trasporto.
Asoportuaria ha sostenuto che il porto di origine non ha responsabilità per eventuali cambiamenti successivi di rotta. Ha inoltre sottolineato che non esiste prova documentale che confermi che il carburante fosse destinato a Cuba.
Il tanquero è finalmente arrivato ad Haiti. Per il sindacato, questo fatto smonta le versioni su un presunto dirottamento verso il territorio cubano.
Storia della nave e manovra nei Caraibi
Il Ocean Mariner (IMO: 9328340) è un'imbarcazione classificata come Chemical/Oil Products Tanker. Naviga sotto bandiera della Liberia. È stata costruita nel 2007. Ha una lunghezza di 127 metri, una larghezza di 20 metri e un peso morto di 12.983 tonnellate.
Partì da Barranquilla il 5 febbraio alle 19:28 UTC. La sua destinazione dichiarata era “Caribbean for order”, con arrivo stimato per il 15 febbraio alle 01:00. Il 13 febbraio, alle 09:32 UTC, navigava a 6,2 nodi con rotta a 107° e un pescaggio di 8,3 metri.
I dati di traiettoria mostrano che si è spostato verso nord-est ed è entrato nel corridoio marittimo tra Cuba e Haiti, nel Passo dei Venti. In quella zona ha effettuato un cambio di rotta e ha navigato verso sud di Haiti, dove è stato intercettato. Nello stesso corridoio operava il cutter CG STONE, che era partito da Ponce, Porto Rico, il 10 febbraio.
L'Ocean Mariner è stato anche l'ultimo nave a introdurre petrolio a Cuba. Il 9 gennaio è arrivato all'Havana con 86.000 barili di carburante provenienti dal Messico, in mezzo a blackout quotidiani di fino a 20 ore sull'isola.
Nelle sue scalate di gennaio e febbraio 2026, oltre alla Colombia, figurano i porti dell'Avana e di Matanzas, così come Pajaritos e Coatzacoalcos in Messico.
Cuba dipende sempre di più dalle importazioni di combustibile dopo il crollo dell'approvvigionamento venezuelano. L'intercettazione avviene in un contesto di maggiore pressione da parte degli Stati Uniti sulle rotte energetiche verso l'isola.
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