Il Messico si esprime riguardo al presunto invio di petrolio "clandestino" a Cuba



Miguel Díaz-Canel e Claudia Sheinbaum (i) - Nave cisterna nella Baia dell'Avana (d)Foto © Collage X/Presidenza di Cuba - CiberCuba

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Il governo del Messico si è espresso nelle ultime ore sul presunto invio di petrolio a Cuba in modo clandestino, un rumor che si è diffuso rapidamente sui social media.

Il diniego non è provenuto direttamente dalla presidentessa Claudia Sheinbaum né da un'autorità ministeriale, il che risulta curioso vista l'attenzione mediatica generata dal rumor.

È stata l'Ambasciata del Messico negli Stati Uniti a negare categoricamente che quel paese abbia inviato petrolio in modo clandestino all'isola, come recentemente hanno affermato diverse pubblicazioni sui social e alcuni mezzi di stampa.

A través di una sintetică ma categorica dichiarazione, la sede diplomatica ha qualificato queste versioni come “false” e parte di “narrazioni progettate per disinformare”.

“Le informazioni contenute in questa pubblicazione sono false. Fanno parte di narrazioni progettate per disinformare”, ha scritto la legazione diplomatica, allegando un'immagine di una nota del media UHN Plus che si riferiva a un presunto invio clandestino di petrolio messicano nell'Isola.

In un secondo posizionamento pubblico, citato dalla stampa messicana, l'Ambasciata - guidata dall'ambasciatore Esteban Moctezuma - ha approfondito il suo rifiuto ai rumors.

Negò che ci fosse stato un qualche tipo di invio di greggio "realizzato in segreto" o tramite "metodi non convenzionali".

La nota ha anche ribadito il principio di legalità che regola la politica estera messicana.

"La cooperazione umanitaria non deve essere confusa con azioni inesistenti o illegali in materia energetica," ha sottolineato l'istituzione diplomatica, invitando al contempo la cittadinanza a non replicare informazioni false e ad esercitare un consumo critico dei contenuti sui social media.

Antecedenti della denuncia

Il rapporto diffuso sui social media attraverso vari canali, citava testimonianze che affermavano che il petrolio era arrivato nascosto all'interno di contenitori di carico, utilizzando un sistema di stoccaggio alternativo che consentiva di mascherare la vera natura del contenuto.

Questa versione sosteneva che il combustibile era stato inviato sotto l'etichetta di “aiuto umanitario”, senza dichiarare formalmente la sua natura di idrocarburo.

Fonte: Screenshot di Instagram/Javier Díaz

Il chiarimento dell'Ambasciata del Messico arriva pochi giorni dopo l'invio pubblico e dichiarato di oltre 800 tonnellate di aiuti umanitari a Cuba su due navi.

Quella spedizione includeva cibo, farmaci e forniture di base, ed è stata ampiamente coperta dai media ufficiali cubani.

Dopo l'arrivo di quell'aiuto, organizzazioni di cubani residenti in Messico hanno avviato una campagna di raccolta di donazioni nel Zócalo della capitale, come gesto di sostegno di fronte alla grave crisi economica che sta attraversando l'isola.

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Redazione di CiberCuba

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