Iberostar e Valentin seguono le orme di Meliá e chiudono anche hotel a Cuba



Hotel Valentin Perla Blanca a CubaFoto © Facebook / Valentin Perla Blanca

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Il gocciolio di chiusure nel settore alberghiero straniero in Cuba continua e non si limita più solo a Meliá.

Il portale Ultima Hora ha rivelato che le catene maggiorchine Iberostar e Valentin Hotels & Resorts hanno iniziato a chiudere alcuni dei loro hotel nell'Isola, nel tentativo di "ottimizzare la gestione del carburante disponibile" e adattarsi al forte calo della domanda turistica.

La decisione arriva in mezzo a una crisi energetica che mantiene il paese praticamente paralizzato e che ha colpito duramente uno dei pochi settori che ancora generava valuta estera.

Meliá ha già comunicato la chiusura di tre dei suoi locali all'interno di un piano di "compattamento" promosso dalle autorità turistiche cubane.

A questa misura si aggiungono ora Iberostar, che gestisce 35 hotel nell'Isola, e almeno uno di Valentin Hotels & Resorts. Nel caso di Valentin, è stata confermata la chiusura del Valentin Perla Blanca, situato a Cayo Santa María.

Senza carburante per aerei, né hotel, né niente

Secondo il Diario de Mallorca, la situazione è peggiorata dopo la sospensione totale delle operazioni delle compagnie aeree canadesi verso Cuba.

Air Canada, WestJet e Air Transat hanno cancellato i loro voli, ciò che il settore stesso descrive come "il colpo di grazia" per un turismo già in caduta libera.

Quasi la metà dei visitatori ricevuti da Cuba nel 2025 -circa 754.000- erano canadesi, quindi la loro uscita dal mercato lascia un vuoto difficile da colmare.

Con la mancanza di carburante che costringe a sospendere numerosi voli, gli hotel sono vuoti.

Il settore alberghiero maiorchino insiste nel dire che non ha intenzione di ritirarsi da Cuba. "Non abbiamo intenzione di abbandonare Cuba perché è una destinazione richiesta dai clienti", affermano da Ávoris, il conglomerato di viaggi del Gruppo Barceló.

Tuttavia, tutti riconoscono di essere in un "impasse", osservando giorno dopo giorno come evolve la crisi.

Barceló tiene aperti i suoi due hotel a Varadero, Roc Hotels conserva tre strutture sull'isola, e Blau gestisce altri tre tra L'Avana e Varadero. Ma tutti dipendono dalla disponibilità dei voli... e del carburante.

Un paese paralizzato

Il problema non è solo congiunturale. La crisi energetica, con un paese privo di combustibile per muovere i trasporti, sostenere la produzione o garantire operazioni basilari, ha finito per paralizzare anche il turismo.

Senza petrolio per gli aerei, senza elettricità stabile e senza logistica, l'Isola diventa una destinazione sempre meno sostenibile.

E questo avviene proprio nel momento in cui il turismo dovrebbe essere una delle principali fonti di reddito in valuta estera per uno Stato che non riesce a sostenere la propria economia.

Nel frattempo, la gestione del Governo cubano torna a essere al centro delle critiche.

La mancanza di previsione, investimento e organizzazione ha portato il paese a un punto in cui non solo scarseggia il combustibile per la popolazione, ma anche per sostenere settori strategici.

Il turismo, già molto deteriorato da anni di cattiva gestione, subisce ora un altro colpo quasi letale: alberghi chiusi, voli sospesi e una destinazione che si spegne proprio quando ha più bisogno di accendersi.

Sebbene le catene alberghiere assicurino che non ci sarà un'evacuazione d'urgenza e che i turisti canadesi presenti nell'isola torneranno "al ritmo dei loro pacchetti vacanzieri", l'immagine è chiara: meno aerei, meno hotel aperti e meno visitatori.

E tutto in un paese che dipende dal turismo per sopravvivere.

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Redazione di CiberCuba

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