Duro messaggio da Cuba: "Ci aspettiamo che qualcosa cambi nel paese del salvi chi può"



L'Avana (immagine di riferimento)Foto © CiberCuba

Il creatore di contenuti Alejandro, noto sui social come @literalmente_cubano, ha toccato una corda profonda nei cubani con un video che funziona quasi come una cronaca collettiva della vita nell'Isola.

Non è necessario mostrare immagini di code interminabili o blackout eterni, basta percorrere le strade della capitale e dare voce a ciò che milioni di persone vivono ogni giorno e hanno finito per accettare come routine.

“Ci siamo abituati alla scarsità, alla fila, alla luce che se ne va, alle speranze che vengono rinviate,” dice Alejandro nel suo messaggio.

Cuba si è progressivamente trasformata in un luogo dove l'anormale è diventato consuetudine, dove sopravvivere ha sostituito il verbo vivere. La mancanza, l'attesa e la rassegnazione hanno smesso di essere considerati problemi e sono diventati parte della quotidianità.

Il video non grida né accusa; riflette. Parla di come il cubano si sia adattato a tutto, anche a ciò che non dovrebbe essere accettabile. È una testimonianza di come questa adattamento, necessario per resistere, abbia anche un enorme costo emotivo.

“Survivere non è sufficiente”, ricorda Alejandro mentre descrive quel silenzio che regna a Cuba, tipico della calma nell'occhio di un uragano apparente.

L'influencer ha avviato una serie audiovisiva in cui mostra, dalla sua prospettiva, com'è questo periodo di cambiamento a Cuba. Racconta una sensazione che molti cubani vivono, ma che non sempre riescono a esprimere.

I suoi video funzionano come un conto alla rovescia simbolico. Non promette date né miracoli, ma chiarisce qualcosa di essenziale: abituarsi non può essere il destino finale di questo popolo. Un paese non si costruisce resistendo, ma recuperando la capacità di immaginare una vita diversa.

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