La crisi del combustibile a Cuba costringe i voli dall'Europa a effettuare scali tecnici in altri paesi



Aereo di Iberia (immagine di riferimento)Foto © Twitter / Iberia

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La crisi del carburante che sta attraversando Cuba influisce direttamente sulle operazioni aeree internazionali, costringendo le compagnie aeree europee a modificare i loro itinerari e a effettuare scali tecnici al di fuori dell'isola per poter completare i loro voli.

In pratica, viaggiare a Cuba dall'Europa implica, in molti casi, una sosta intermedia per rifornirsi di carburante in paesi terzi dei Caraibi.

Compagnie come Iberia e Air Europa hanno introdotto scali tecnici negli aeroporti della Repubblica Dominicana, mentre altre compagnie aeree, come Air France, hanno scelto di rifornirsi a Nassau, Bahamas.

Secondo quanto confermato dalle autorità aeroportuali dominicane, i voli di Iberia con destinazione finale a La Habana stanno effettuando fermate tecniche all'Aeroporto Internazionale delle Americhe, a Santo Domingo, con l'obiettivo di fare rifornimento di carburante necessario prima di proseguire verso Cuba.

Air Europa ha adottato una misura simile sulla sua rotta Madrid–La Habana, introducendo scali tecnici temporanei per garantire l'operatività dei suoi voli.

Queste decisioni sono una risposta all'impossibilità di garantire la fornitura di carburante per aviazione negli aeroporti cubani, una situazione ufficialmente riconosciuta in un avviso aeronautico internazionale (NOTAM).

Il documento, pubblicato nel fine settimana, conferma che nove aeroporti internazionali dell'isola non disporranno di carburante Jet A-1 dal 10 febbraio all'11 marzo 2026.

La mancanza di carburante colpisce terminali chiave come La Habana, Varadero, Santa Clara, Camagüey, Holguín e Santiago di Cuba, tra gli altri, costringendo le compagnie aeree straniere a volare con carburante aggiuntivo dai loro punti di origine, a effettuare scali tecnici in altri paesi o a fronteggiare la possibilità di cancellare operazioni.

La Repubblica Dominicana si è consolidata come uno dei principali punti di supporto logistico in questa crisi, grazie alla disponibilità di carburante e alla capacità operativa dei suoi aeroporti.

Questa situazione ha permesso, per il momento, di evitare cancellazioni massicce e mantenere la connettività aerea con l'isola, anche se con significativi aggiustamenti operativi.

L'impatto della carenza di combustibile va oltre l'aviazione. La misura incrementa i costi operativi delle compagnie aeree, aggiunge tempo ai viaggi e genera incertezza tra i passeggeri, oltre a influire sul turismo e sul flusso commerciale verso Cuba.

La mancanza di Jet A-1 negli aeroporti internazionali è un nuovo segnale del deterioramento energetico che affronta il paese, dopo le recenti misure degli Stati Uniti che limitano l'accesso ai combustibili.

L'aviazione civile, un settore chiave per la connettività internazionale dell'isola, si unisce così a un elenco crescente di attività colpite dall'incapacità del regime di garantire servizi di base essenziali e negoziare un futuro migliore per Cuba.

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