Air France ristruttura il suo percorso verso Cuba a causa della mancanza di carburante per l'aviazione negli aeroporti dell'isola



Aereo di Air FranceFoto © Wikimedia

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La compagnia aerea francese Air France ha confermato che manterrà la sua rotta per L'Avana, ma implementerà una sosta tecnica nei Caraibi per fare rifornimento, a causa dell'impossibilità di farlo negli aeroporti cubani a causa della grave crisi energetica che sta attraversando l'isola.

“La compagnia Air France a L'Avana ha informato l'AFP che mantiene la sua rotta con uno scalo tecnico previsto in un altro paese dei Caraibi”, ha dichiarato un portavoce all'agenzia francese.

Fonti dell'industria aeronautica hanno indicato che il rifornimento avverrà a Nassau, capitale delle Bahamas, il che rappresenta una soluzione temporanea ma comporta costi operativi aggiuntivi, ritardi e possibili inconvenienti per i passeggeri, in particolare per quanto riguarda i collegamenti a Parigi e in altre destinazioni europee.

La decisione di Air France è parte di un aggiustamento forzato a causa della totale carenza di JetFuel a Cuba, che impedisce di rifornire i voli internazionali a lungo raggio per i loro percorsi di ritorno.

Sebbene altre compagnie abbiano scelto di cancellare voli o modificare le loro operazioni, Air France ha optato per mantenere la connessione, adattandola logisticamente.

Cuba informa ufficialmente le compagnie aeree: Non ci sarà carburante

Tutte le compagnie aeree sono state informate dall'Aviazione Civile di Cuba che a partire dal 10 febbraio alle 00:00 ora locale (05:00 UTC), gli aeroporti cubani non avranno approvvigionamento di JetFuel per almeno un mese.

L'avviso è stato formalizzato attraverso un NOTAM (Notice to Airmen), il meccanismo ufficiale attraverso il quale si comunicano restrizioni o condizioni speciali nella navigazione aerea.

Le compagnie aeree che operano voli transatlantici o di lungo raggio dovranno ora pianificare scali tecnici in paesi vicini prima di iniziare il ritorno da Cuba, oppure cancellare le loro operazioni, come è stato il caso delle compagnie aeree canadesi.

Reazioni del settore: Scalazioni, cancellazioni e rotte modificate

Oltre ad Air France, altre compagnie aeree europee hanno adeguato le loro operazioni. Iberia e Air Europa hanno annunciato che opereranno la rotta Madrid–La Habana con scalo a Santo Domingo, mentre Air Canada ha scelto di cancellare i suoi voli per l'isola.

Le compagnie aeree statunitensi che operano voli regolari verso Cuba, invece, hanno indicato che manterranno le loro frequenze, poiché i loro aerei arrivano con il carburante necessario per completare andata e ritorno senza la necessità di rifornirsi sull'isola.

Tuttavia, la situazione ha già generato cancellazioni silenziose di alcuni voli di compagnie come WestJet e operatori russi, come mostrano i sistemi di monitoraggio aereo. I viaggiatori potrebbero essere colpiti da ritardi, cambi di itinerario o prezzi più elevati, almeno per il mese prossimo.

Una crisi energetica senza precedenti

La scarsità di carburante per l'aviazione si inserisce nel contesto di una crisi energetica nazionale che ha costretto il governo cubano ad annunciare misure di emergenza per cercare di conservare risorse e garantire il funzionamento minimo di settori considerati strategici.

Venerdì scorso, l'Esecutivo de La Habana ha comunicato una serie di azioni per ridurre il consumo di combustibile in tutti i settori del paese:

Implementazione della settimana lavorativa di quattro giorni e promozione del telelavoro nelle istituzioni statali.

Restrizioni severe nella vendita di combustibile, anche nei servicentros.

- Riduzione dei servizi di trasporto pubblico interprovinciale (treni e autobus).

Chiusura temporanea di stabilimenti turistici non essenziali.

- Riduzione delle ore di lezione e passaggio alla semipresenzialità nelle università.

Queste decisioni mirano a garantire l'uso del carburante disponibile in settori come la produzione alimentare, la generazione di energia elettrica e l'ottenimento di valute estere.

Il detonatore: fine del petrolio venezuelano e pressione di Trump

L'attuale scarsità estrema è precipitata dopo il collasso del regime di Nicolás Maduro in Venezuela all'inizio di gennaio, il che ha provocato il taglio immediato della fornitura di petrolio a Cuba, che per anni ha dipeso quasi esclusivamente dal petrolio venezuelano in condizioni preferenziali.

A questa perdita si aggiunge ora la pressione esercitata dall'amministrazione statunitense.

La settimana scorsa, il presidente Donald Trump ha firmato un decreto presidenziale che avverte sulla possibilità di imporre dazi a paesi che vendono petrolio a Cuba, in quello che il governo cubano ha etichettato come un tentativo di “soffocamento economico”.

“Trump ha assicurato che il Messico smetterà di fornire petrolio a Cuba come ha fatto dal 2023”, riporta l'agenzia AFP.

Washington giustifica la sua politica con la presunta "minaccia eccezionale" che rappresenta Cuba per la sicurezza nazionale statunitense, una formulazione che consente di attivare misure di carattere urgente e unilaterale.

Con il turismo internazionale ancora in lenta ripresa dopo la pandemia, la nuova crisi energetica rappresenta un duro colpo per la connettività aerea di Cuba, proprio durante l'alta stagione. Le restrizioni sui voli, le scalate forzate e le cancellazioni non solo colpiscono i viaggiatori, ma limitano anche le possibilità di ingresso di valuta, in un momento in cui il paese sta attraversando la sua peggiore situazione economica da decenni.

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Redazione di CiberCuba

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