Sono comparsi nuovi messaggi contro il regime cubano nelle ultime ore a La Habana, come mostrato in un video diffuso sui social dal giornalista indipendente José Luis Tan Estrada.
Nelle immagini si possono vedere slogan scritti sui muri con inchiostro rosso, in un nuovo atto di protesta pubblica contro il governo.
Tra i messaggi si leggono frasi come “Abajo Díaz-Canel”, “Díaz-Canel singao” e “Abajo la dictadura”, e “Martí voleva una patria libera” che riflettono il crescente malcontento dei cittadini in mezzo alla profonda crisi economica, sociale e politica che sta attraversando l'Isola.
Il video è stato condiviso da Tan Estrada come prova della persistenza delle espressioni di rifiuto al potere, nonostante la forte repressione statale e in un nuovo contesto caratterizzato dall'aumento delle pressioni provenienti dagli Stati Uniti per facilitare un cambiamento di regime nell'isola.
CiberCuba ha riportato numerosi casi simili negli ultimi mesi, in cui cartelli, graffiti e messaggi di contestazione sono apparsi in diverse zone de L'Avana e in altre province del paese.
In diversi di quegli episodi, le autorità hanno risposto con operazioni di polizia, cancellazione immediata dei messaggi e arresti, in particolare nei confronti di giovani e attivisti.
Queste manifestazioni grafiche si verificano in un contesto caratterizzato da blackout prolungati, carenza di cibo e medicinali, inflazione incontrollata e un aumento della repressione politica, fattori che hanno alimentato il malessere sociale e la perdita di legittimità del discorso ufficiale.
Nonostante il clima di vigilanza e punizione, i manifesti continuano a comparire come una forma di protesta anonima, utilizzata da cittadini che cercano di esprimere il loro rifiuto alla dittatura senza esporsi direttamente a rappresaglie, in un paese dove la dissidenza continua a essere criminalizzata.
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