Díaz-Canel rompe il silenzio sulla misura degli Stati Uniti per interrompere la fornitura di petrolio a Cuba




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Miguel Díaz-Canel si è appena espresso questo venerdì riguardo al recente ordine esecutivo firmato da Donald Trump, che mira a interrompere l'approvvigionamento di petrolio a Cuba attraverso l'imposizione di dazi a paesi che inviano carburante all'isola.

Il governante cubano ha accusato gli Stati Uniti di agire sotto “un pretesto mendace e privo di argomenti”, e di voler “soffocare l'economia cubana imponendo dazi ai paesi che commerciando liberamente il petrolio con Cuba”.

“Non dicevano forse il Segretario di Stato e i suoi giullari che il blocco non esisteva? Dov’è chi annoia con le sue false storie sul fatto che si tratta di un semplice ‘embargo nel commercio bilaterale’?”, ha messo in discussione, affrontando coloro che affermano che "il blocco" non esiste.

Finalmente -fiel a su retorica- il governante ha concluso dicendo che questa nuova escalation evidenzia “la natura fascista, criminale e genocida di una cricca che ha sequestrato gli interessi del popolo americano per scopi puramente personali”.

Fonte: Cattura di Facebook/Miguel Díaz-Canel

Una risposta in linea con la posizione precedente del cancelliere Bruno Rodríguez

La reazione del governante arriva diverse ore dopo che il cancelliere Bruno Rodríguez ha denunciato quello che ha definito un “brutale atto di aggressione” da parte di Washington.

Bruno Rodríguez è stato il primo a alzare la voce ufficialmente, avvertendo che gli Stati Uniti cercano di “imporre un blocco totale alle forniture di carburante” e sottoporre il paese “a condizioni di vita estreme”.

Rodríguez ha accusato la Casa Bianca di ricorrere al “ricatto” per costringere paesi terzi a unirsi alla sua politica di isolamento contro Cuba, minacciando “dazi arbitrari e abusivi”.

Secondo il comunicato emesso dal MINREX, la misura si basa su “una lunga lista di menzogne che intendono presentare Cuba come una minaccia che non è”.

Ha anche insistito sul fatto che "l'unica minaccia alla pace, alla sicurezza e alla stabilità della regione" è proprio il governo statunitense.

La misura di Trump

L'ordine esecutivo firmato da Trump dichiara Cuba una "minaccia insolita e straordinaria" per la sicurezza degli Stati Uniti e autorizza i segretari al Commercio e agli Affari Esteri a sanzionare i paesi che intrattengono scambi energetici con l'isola.

Il documento accusa il regime di La Habana di facilitare operazioni di intelligence di Russia e Cina, di ospitare organizzazioni come Hamas e Hezbollah e di contribuire alla destabilizzazione regionale attraverso "migrazione e violenza".

Questa strategia si colloca, secondo fonti citate da The Wall Street Journal, in un'offensiva mirata ad accelerare un cambiamento di regime a Cuba, sotto l'assunto che “l'isola è sul punto di cadere” e il momento di agire è adesso.

Uno scenario di alta tensione geopolitica

La misura ha anche una dimensione globale. Governi come quelli di Messico, Russia o Algeria, che hanno inviato petrolio all'isola nel recente passato, potrebbero essere direttamente colpiti dall'imposizione di sanzioni.

L'ordine esecutivo si basa su una combinazione di quadri giuridici - la Legge sulle Emergenze Nazionali, la Legge sui Poteri Economici di Emergenza Internazionale e il Codice degli Stati Uniti - il che le conferisce un ampio raggio d'azione.

Nel frattempo, rapporti stampa indicano che ambasciate e aziende straniere iniziano a rivedere discretamente i loro piani di evacuazione in previsione di un possibile crollo energetico a Cuba.

L'incrocio tra Washington e L'Avana ha raggiunto un nuovo punto di massima tensione.

La postura di Díaz-Canel rafforza la narrazione del governo cubano di vittimizzazione di fronte a un'aggressione esterna.

Tuttavia, la misura di Trump sembra puntare oltre una mera pressione simbolica.

Si tratta di un'azione progettata per soffocare il regime cubano nel suo punto più vulnerabile: l'accesso a fonti di energia, mentre cerca di rompere l'ultimo anello di cooperazione internazionale che mantiene viva la struttura del potere nell'isola.

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