CUPET si pronuncia sulla fornitura di carburante ai servicentros del paese



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La Unión Cuba-Petróleo (CUPET) ha smentito nelle ultime ore un'informazione che circolava sui social media, secondo la quale era stato interrotto il rifornimento di carburante nella rete di distributori del paese.

In una breve nota pubblicata sui suoi profili ufficiali, l'azienda statale cubana ha chiarito:

“Questa nota che circola in alcuni media digitali è falsa. Non è stato interrotto il rifornimento di carburanti alla rete di distributori del paese.”

Il comunicato è stato accompagnato da uno screenshot del presunto “comunicato congiunto” tra CUPET e il Ministero del Turismo (MINTUR), che è diventato virale rapidamente a causa della critica situazione di carenza già vissuta in numerosi punti del paese.

L'azienda ha esortato il pubblico a rimanere informato attraverso i propri canali ufficiali e i mezzi di stampa nazionali, sottolineando la necessità di evitare la diffusione di voci infondate.

Fonte: Cattura di Facebook/CUPET

La “nota falsa” e il suo contenuto allarmante

La pubblicazione smentita -attribuita falsamente a CUPET e MINTUR, con data del 29 gennaio- affermava che, di fronte alla crisi energetica e "all'intensificazione del blocco economico, commerciale e finanziario imposto dal governo degli Stati Uniti", era stata presa la decisione di:

“Interrompere temporaneamente l'approvvigionamento generale di combustibili nelle stazioni di servizio e nei punti vendita statali a partire dalla data di emissione del presente comunicato e fino a nuova comunicazione.”

Secondo il testo apocrifo, la presunta sospensione era dovuta a una “interruzione delle forniture importate”, provocata da “azioni ostili e sanzioni straniere”.

Il comunicato includeva anche riferimenti al “blocco genocida” e appelli all'“unità, alla disciplina e alla solidarietà di tutti i cubani e le cubane”.

Inoltre, si stabiliva che sarebbe stato prioritario il carburante per settori strategici e veicoli autorizzati, mentre la popolazione doveva “evitare spostamenti non essenziali” e coordinarsi con le autorità locali per qualsiasi necessità prioritaria.

Il messaggio si concludeva con slogan politici come "Patria o Morte! Vinceremo!", nel tentativo di conferire credibilità al tono istituzionale.

Reazioni dei cittadini

Nonostante la chiarificazione ufficiale, numerosi cittadini hanno espresso sui social media che i problemi di approvvigionamento sono reali e che, sebbene non ci sia un'ordinanza di sospensione generalizzata, il carburante continua a essere scarso o addirittura inesistente in molte zone del paese.

"Questo comunicato potrà affermare che la notizia è falsa, ma la realtà nei CUPET dice un'altra cosa", ha scritto un utente. "O forse parlano solo del servizio stabile per quelli che operano in USD, e nemmeno in quel caso", ha aggiunto.

Altri testimonianze, raccolte nei commenti sui social media di CUPET, rivelano la frustrazione degli utenti:

"Dal 2 gennaio 2026 non forniscono più benzina al CUPET di G e 25. Vorrei sapere se non lo faranno mai più per potermi spostare con il ticket in un altro CUPET."

“Al CUPET di Tropicana ho un biglietto per la pianta e avanzo tra 0 e 20 turni al giorno.”

“Se ha fermato la vendita di gas anche avendo scorte, secondo i commenti dei lavoratori. Penso che non sia per venderlo in valute estere.”

«A Santiago di Cuba devono riprendere la vendita del gas liquefatto. Da quando è stata sospesa la vendita non dicono nulla e il popolo sta soffrendo e vivendo in difficoltà.»

Altri utenti hanno denunciato irregolarità, favoritismi e corruzione: “Il turno al Cimex viene riscosso e i sfacciati si prendono tutto”, ha affermato un'utente infastidita.

La maggior parte dei commenti riflettono una situazione di incertezza e fastidio. Molti affermano che l'approvvigionamento si mantiene, ma “solo in dollari”, e non attraverso il sistema dei ticket.

Un contesto di crisi energetica e di maggiore pressione internazionale

Questo incrocio di versioni avviene in un momento particolarmente delicato per Cuba.

La pubblicazione del falso comunicato è coincisa con l'annuncio da parte del presidente statunitense Donald Trump di un'ordinanza esecutiva che autorizza l'imposizione di dazi sui paesi che forniscono petrolio all'isola.

Secondo il documento, il governo cubano “collabora con attori maligni come Russia, Cina, Iran, Hamas e Hezbollah”, e rappresenta una “minaccia insolita e straordinaria” per la stabilità regionale.

“Gli Stati Uniti hanno una tolleranza zero nei confronti delle depredazioni del regime comunista cubano”, avverte il testo, che attribuisce a L'Avana la responsabilità per l'“ospitalità a organizzazioni terroristiche”, l'“uso di infrastrutture di intelligence” per potenze rivali e il suo presunto ruolo destabilizzante nella regione.

Secondo The Wall Street Journal, questa offensiva diplomatica ed economica mira ad accelerare un collasso del regime cubano, dopo la perdita del sostegno venezuelano e il deterioramento della crisi interna.

Una negazione che non risponde alla realtà?

Embora a CUPET negue categoricamente a detenção do abastecimento, as denúncias dos cidadãos e a paralisia parcial na distribuição sugerem uma desconexão entre o discurso oficial e a experiência cotidiana dos cubanos.

Il desmentito, inoltre, si limita a negare l'esistenza del comunicato falso, ma non offre cifre, dettagli logistici né alcuna spiegazione riguardo alla mancanza di carburante in molti territori.

Non si fa neanche menzione di piani immediati per ripristinare il normale flusso di vendite.

L'omissione di questi elementi, unita all'ambiente di tensione sociale e all'intensificazione della pressione esterna, alimenta la percezione che la situazione potrebbe essere molto più grave di quanto riconoscano le autorità.

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Redazione di CiberCuba

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