Il giovane cubano Kevin KL ha condiviso su TikTok (@kevin.kl13) una riflessione che è diventata virale tra i migranti di diversi paesi. Nel suo video intitolato “Questo è ciò che nessuno ti racconta sull'emigrazione in un altro paese”, il creatore parla dalla sua esperienza delle sfide emotive che affronta chi lascia la propria terra.
“Emigrare non ti rende forte, ti rende consapevole”, inizia a dire Kevin nel suo messaggio. Poi descrive con onestà le trasformazioni che arrivano con il disradicamento: “Nessuno ti dice che emigrare significa anche imparare a rimanere in silenzio, è imparare a trattenere le proprie opinioni, è imparare ad ascoltare più di quanto parli. Un giorno ti rendi conto che non appartieni a nessun luogo, a Cuba sei uno e qui sei un altro, e non perché tu voglia cambiare, ma perché devi adattarti.”
Il video ha accumulato migliaia di visualizzazioni e reazioni. Nel suo messaggio, il cubano approfondisce il costo emotivo del processo migratorio: “Emigrare significa lavorare mentre si sente la mancanza, è crescere senza testimoni, è raggiungere obiettivi che la tua gente non potrà mai vedere, e questo fa molto male, non è tristezza, non è debolezza, è maturità.”
Per concludere, Kevin KL invita a valorizzare il quotidiano: “Per questo vi dico, ragazzi, di apprezzare ciò che avete e di godere anche delle cose più piccole, perché a volte ci troviamo in posti e non siamo completamente felici, sentiamo che ci manca qualcosa, e questo è il prezzo che dobbiamo pagare tutti noi emigranti”.
La pubblicazione ha suscitato un'ondata di empatia tra gli utenti di Messico, Stati Uniti e altri paesi. Molti hanno espresso di sentirsi identificati con le sue parole, specialmente coloro che hanno vissuto il processo migratorio.
Un altro messaggio diceva: “Ho 26 anni che vivo negli Stati Uniti, sono messicana e non sono tornata perché ormai ho la mia famiglia, i miei figli, e sì, mi sono adattata, ma fa male in silenzio.”
Ci sono stati anche messaggi di sostegno e riconoscimento: “Ottimamente detto e hai ragione, si applica a tutti gli immigranti, non solo ai cubani. Ma tu rappresenti molto bene il tuo popolo. Ti faccio i complimenti, spero che molti prendano coscienza di questo tipo”.
Tra i commenti, si sono distinti segni di affetto provenienti dal Messico, dove Kevin risiede attualmente. “Qui i messicani e i cubani si tendono la mano”, ha scritto un utente, a cui il creatore ha risposto: “E continuerà a essere così”.
Altri hanno approfittato dello spazio per condividere messaggi di speranza: “Presto Cuba libera”, ha scritto una persona, mentre un'altra ha riflettuto: “Il socialismo è un cancro che speriamo venga presto distrutto in tutto il mondo”.
Il video di Kevin KL è diventato un punto di incontro per migranti che, provenienti da diversi paesi, riconoscono nelle sue parole la mescolanza di orgoglio, nostalgia e apprendimento che accompagna chi lascia la propria terra.
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